Caltanissetta: i rappresentanti delle associazioni ambientaliste incontrano il sindaco Gambino con la proposta dell’istituzione di di un Osservatorio permanente per un piano di ripartenza e di sviluppo. I rappresentanti nisseni delle associazioni ambientaliste hanno elaborato un documento in cui auspicano che la “ripartenza” volga lo sguardo al futuro: appunti “green” per una pianificazione di quella che il sindaco Gambino ama definire rigenerazione della città. Il documento è stato sottoscritto da Aldo Sarto (Lipu), Amedeo Falci (naturalista), Carmelo Lipani, Ennio Bonfanti (Wwf), Fabio Di Francesco (Slow food), Giuseppe Salvatore (Canuzzi compagni di strada), Ivo Cigna (Legambiente), Leandro Janni (Italia Nostra), Renato Mancuso (Comitato Antenna Sant Anna e Sicilia Nostra), Istituto “Sen. Angelo Di Rocco”.
«In passato è stata data precedenza allo sviluppo economico e finanziario della nostra società – affermano gli ambientalisti – ma oggi dobbiamo ripartire da risposte e soluzioni eccezionali e diverse. Non dobbiamo limitarci a ricostruire la città che avevamo, già in crisi e in via di desertificazione culturale, demografica ed economica. Servono invece visione di futuro, soluzioni inedite. Se per davvero vogliamo fare rinascere Caltanissetta, dobbiamo farlo ricostruendo le basi a partire dai punti di forza del nostro territorio e dalle nostre peculiarità, in sintonia con i delicati equilibri ambientali. Questo richiede però una larga condivisione e una necessaria coerenza delle azioni da porre in essere in futuro. È necessario ripartire con una maggiore tutela-valorizzazione dei beni culturali e ambientali, con la promozione di filiere locali e dell economia circolare. La ripartenza deve prevedere un piano che deve poggiare su due gambe forti: la sostenibilità e la qualità del lavoro e dell impresa. Proponiamo quindi che tutti gli incentivi e le detassazioni finalizzati alla stimolazione dell economia locale, vengano subordinati alla dimostrazione di utilizzo di lavoro regolare e del corretto Contratto di lavoro e del pagamento dei relativi oneri». Sulla rigenerazione urbana e sulla riduzione dei consumi energetici, viene chiesto al sindaco di svolgere «un ruolo di coordinamento e di stimolo per incentivare il recupero dell immenso patrimonio edilizio urbano, e per migliorare l’efficientamento energetico degli edifici». Per quanto attiene il settore turistico invece: «Si deve pensare a come aiutare subito questo settore con incentivi e/o detassazioni. Si deve rilanciare il progetto del nostro paesaggio come strumento necessario al ridisegno degli spazi urbani, delle periferie dormitorio e/o degradate e delle zone rurali». Viene poi auspicata la salvaguardia di lavoratori tradizionali e dei saperi antichi che operano nel settore agroalimentare che può essere uno straordinario volano economico. «Caltanissetta manca di una chiara identità della sua produzione. Il post coronavirus deve promuovere con più forza le piccole botteghe e le attività artigianali che, oltre ad aiutare i produttori nella collocazione dei prodotti, potrebbero rivitalizzare il centro storico». Le associazioni ambientaliste auspicano poi una mobilità che preveda percorsi ciclabili temporanei lungo alcuni assi prioritari e tratte più frequentate: «Si tratta di interventi a costo quasi zero e le risorse per realizzare vere ciclabili ci sono: nella legge di bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani». Inoltre, per aumentare l indice di verde urbano ed extraurbano, gli ambientalisti chiedono al Comune di affidare ad associazioni, scuole e comitati di quartiere le aree di proprietà comunale che risultano oggi incolte e abbandonate. «Il rispetto dell ambiente e la creazione di nuova occupazione – ricordano altresì – passa anche dal miglioramento qualitativo e quantitativo della raccolta differenziata dei rifiuti». In conclusione, viene chiesto al sindaco «di promuovere la costituzione di un Osservatorio permanente per un piano di ripartenza e rinascita della nostra città, che non sia un luogo effimero e settorializzato d incontro, ma uno spazio di proficuo confronto».

