Italia Nostra

Data: 30 Luglio 2018

Cappella San Donato, nota anche come Cappella della Ratta o di San Francesco a Caserta: segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Viella della Ratta, 16 – Caserta

Tipologia generale: edificio di culto

Tipologia specifica: cappella

Configurazione strutturale: la facciata della cappella prospetta sulla viella della Ratta. Il portale d’accesso è stato tamponato, probabilmente per sostenere l’architrave scollato. L’ingresso è incorniciato da lesene in piperno con capitelli, al centro dell’architrave il volto di un putto con le ali spiegate e ai lati due fiori. All’interno del timpano spezzato si nota una croce raggiata sostenuta dal teschio affiancata da due angeli. L’interno ad unica navata presentava ancora alcuni decenni fa pregevoli stucchi nella volta su fondo azzurro, il pavimento presenta forse lo stemma della famiglia della Ratta e l’altare appare ancora intatto.

Epoca di costruzione: sec. XVIII sec.

Uso attuale: la cappella, sottoposta a vincolo monumentale con DM del 3 gennaio 1994, è attualmente murata e non visitabile e versa in condizioni di grave abbandono. Le già precarie condizioni di degrado, accentuatesi dopo il sisma del 1980, denotano che da moltissimi anni non è oggetto di alcun intervento da parte della proprietà e delle Autorità competenti

Uso storico: fino agli anni cinquanta del 1900 veniva ancora adibita a funzioni religiose

Condizione giuridica: proprietà privata

Segnalazione: del 30 maggio 2018 – segnalazione della Sezione di Caserta di Italia Nostra – caserta@italianostra.org

Motivazione della scelta: La cappella, di proprietà privata, è un raro esempio di architettura del XVIII sec. nella Caserta “in piano”. Ubicata in una stradina definita Vico che caratterizzava l’impianto urbanistico della città antecedente alla costruzione della Reggia vanvitelliana, il cui toponimo deriva dalla dominazione della città da parte dei conti Della Ratta, in specifico del conte Francesco Della Ratta, conte di Caserta nel 1382. Egli continuò la politica familiare di ostilità a Carlo III d’Angiò e in favore dell’altro pretendente al trono napoletano Luigi d’Angiò. Morì nel 1389 nel castello di Taranto.

L’impianto urbanistico della Caserta medievale e rinascimentale era caratterizzato da diversi nuclei abitati e da un reticolo di stradine, che solcavano i vecchi tratturi di campagna. La cappella gentilizia sorgeva nel villaggio detto Torre, il primo nucleo della città moderna.

Lo storico Esperti (1775) riporta il toponimo della strada, detto appunto vicolo della Ratta e la casa della famiglia che sorgeva, accanto alla cappella: “Nella detta Torre abita il signor D. Pasquale della Ratta discendente da secondogeniti della Ratta conti di Caserta, quale D. Pasquale tiene una ben tenuta cappella accosto alla sua casa, sotto il titolo di S. Donato”.

Il portale d’accesso è stato tamponato, probabilmente per sostenere l’architrave scollato. L’ingresso è incorniciato da lesene in piperno con capitelli. Al centro dell’architrave il volto di un putto con le ali spiegate e ai lati due fiori. All’interno del timpano spezzato una croce raggiata sostenuta dal teschio affiancata da due angeli.

Le ragioni della non geometrica chiusura del timpano sono da ricercarsi nella esigenza di inglobare la preesistente finestra di luce di fattura precedente. L’ interno ad unica navata presentava ancora alcuni decenni fa pregevoli stucchi nella volta su fondo azzurro, il pavimento presenta forse lo stemma della famiglia della Ratta e l’altare appare ancora intatto. Alcune fonti fanno riferimento all’esistenza di una cripta. Nella parte libera laterale destra e sul lastrico solare piante di alto fusto stanno continuando l’opera di degrado.

La chiesetta è ubicata in Viella della Ratta, 16 a Caserta, angolo Piazza Correra, ed è chiusa al pubblico.

Il suo stato fatiscente potrebbe comportare il rischio della scomparsa di una rarissima testimonianza dell’architettura e della storia della città di Caserta, precedente la costruzione della reggia vanvitelliana, e del rapporto con il centro antico della città, il borgo di Casertavecchia.

La cappella, sottoposta a vincolo monumentale con DM del 3 gennaio 1994, è attualmente murata e non visitabile e versa in condizioni di grave abbandono. Le già precarie condizioni di degrado, accentuatesi dopo il sisma del 1980, denotano che da moltissimi anni non è oggetto di alcun intervento da parte della proprietà e delle Autorità competenti.

Fino agli anni cinquanta veniva ancora adibita a funzioni religiose; pertanto un intervento di restauro urgente potrebbe di nuovo riabilitarla a tali funzioni o comunque potrebbe essere destinata ad iniziative culturali pubbliche.


RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI:

  1. Esperti, Memorie Istoriche ed ecclesiastiche della città di Caserta, Napoli 1773-75, rist. Bologna 1978;
  2. Tescione, Caserta ed i suoi conti e signori, Caserta, 1990.

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