Italia Nostra

Mingardina: demolizione rocce con esplosivi, il Consiglio di Stato dà ragione ad Italia Nostra

13 Gennaio 2026

Mingardina: demolizione rocce con esplosivi sulla falesia, il Consiglio di Stato dà ragione ad Italia Nostra. Il Consiglio di Stato con sentenza n. 190/26 del 9 gennaio 2026 dà ragione al TAR della Campania, sezione di Salerno, che con la sentenza n. 768 del 3 aprile 2024, rigettava il ricorso del Sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, contro la Soprintendenza di Salerno, che aveva ordinato nel 2023 la sospensione di quella scellerata demolizione della falesia in atto, sulla strada provinciale “Mingardina”, denunciata da ITALIA NOSTRA e da tanti cittadini, perché priva di verifiche appropriate ed autorizzazioni. Si aggiunge ora anche la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per valutare il “danno erariale” compiuto dal Comune per la ricostruzione dei luoghi.

 

L’utilizzo della dinamite

A gennaio 2023 un video del professore Salvatore Calicchio apparso sul web mostrava le ruspe che si accingevano ad aggredire il costone del Mingardo e testimoniava l’orrore che stava compiendo il Comune, con dinamite da miniera, nel mezzo dell’incantevole falesia di cala del Cefalo.

Malgrado le tempestive denunce di cittadini e di ITALIA NOSTRA e la sospensione delle lavorazioni operata poi dalla Soprintendenza, la devastazione del luogo era già in buona parte avvenuta.

 

Il ricorso al TAR

ITALIA NOSTRA, sezione Cilento-Lucano, sulle indicazioni dell’avv. Emanuele Montini aveva da subito eccepito le criticità della condotta del Comune e successivamente si era costituita in quel ricorso al TAR (difesa dall’avv. Adolfo Domingo Scarano) a fianco della Soprintendenza, insieme anche all’associazione “per un Comune migliore” (avv.ti Vincenzo Speranza e Adolfo Domingo Scarano), contro l’Amministrazione Comunale.

La procedura di “somma urgenza” era anomala, priva di qualsivoglia verifica tecnico-specialistica e di parere ambientale e paesaggistico.

 

La sentenza del Consiglio di Stato

La Sentenza del Consiglio di Stato dà oggi ragione e fa onore a quanto denunciato da ITALIA NOSTRA e dall’associazione “per un Comune migliore” e sostenuto dalla Soprintendenza. Il Comune è andato oltre i limiti di stretta necessità, di proporzionalità e di adeguatezza, senza alcun supporto specialistico che giustificasse la devastazione messa in atto. Oggi possiamo anche dire senza risolvere alcun problema, vista l’aggravata vulnerabilità in cui ora versa quella strada.

Ma il Consiglio di Stato dà anche risposta a quanto avevamo sostenuto, chi pagherà i danni?

La Sentenza pronunciata invia gli atti giudiziari alla Corte dei Conti in quanto afferma che la condotta del Comune lascia intravvedere possibili profili di responsabilità per danno erariale anche in relazione ai costi necessari per l’intervento di restauro paesaggistico (che fanno gravare sulla collettività le spese per ripristinare un danno).

Resta “l’amaro in bocca” per non essere riusciti a fermare subito quei lavori e a dare una risposta al professore Calicchio, che pochi giorni dopo quel video ci ha lasciati mentre nel costone esplodeva la dinamite.

ITALIA NOSTRA ha sempre sostenuto la necessità della sicurezza stradale applicata nel modo corretto. Qui invece hanno avuto il sopravvento l’incompetenza dell’Amministrazione, incapace di individuare le scelte corrette ed efficaci da applicare, e l’arroganza di un Sindaco che, sordo agli appelli lanciati, ha distrutto un bene patrimonio di Camerota e dell’UNESCO.

Montesano, 10 gennaio 2026

Arch. Teresa Rotella, Presidente sezione Cilento-Lucano di Italia Nostra