La proiezione del docufilm “Gli argini della paura” di Ugo Gregoretti, reperito presso gli archivi Rai, è lo spunto per discutere di ambiente, di natura violentata, della memoria storica dimenticata.
Italia Nostra sostituendosi agli enti di tutela, rimasti inerti, ha assunto anche l’onere di informare la cittadinanza, anche a futura memoria storica, dello scempio ambientale – e culturale – in atto nell’area di Santa Teresa.
L’associazione ha presentato, il 6 agosto scorso, motivi aggiunti in appello perché venuta a conoscenza di circostanze tenute nascoste dalle varie Autorità, dopo un lavoro di accesso agli atti durato anni si è appreso che sia il vecchio che il nuovo tratto del Fusandola non sono stati sdemanializzati.
Anzi, le relative procedure non sono mai state avviate.
La ragione della mancata sdemanializzazione è chiarissima: gli specifici vincoli, quello ministeriale del 1957 e quello dei Beni Culturali, non sono mai stati rimossi.
Abbiamo dovuto riscontrare di tutto in questa vicenda:
- carenze idrogeologiche;
- mancanza di studi sulla compatibilità idraulica;
- mancanza della Valutazione di impatto ambientale;
- mancanza del parere dell’autorità di bacino reso ai sensi dell’art. 5 delle misure di salvaguardia della costa;
- mancanza e dell’autorizzazione del Genio civile e del successivo collaudo.
Addirittura la richiesta di procedura di sdemanializzazione formulata dal Comune si fonda su una relazione tecnica delle opere idrauliche a firma di un architetto, e non di ingegnere idraulico e di geologo… (continua a leggere il comunicato)





