Italia Nostra

La festa in onore di Sant’Antuono. Patrimonio culturale immateriale di Macerata Campania

31 Gennaio 2019

La “Festa di Sant’Antuono” a Macerata Campania, svoltasi dall’ 11 al 20 gennaio 2019 a Macerata Campania, è stata l’occasione per portare all’attenzione di un vastissimo pubblico nazionale e internazionale il patrimonio culturale immateriale di Terra di Lavoro. Le manifestazioni e i linguaggi della cultura “immateriale”, come questa festa religiosa ancora profondamente sentita dalle popolazioni locali, hanno un ruolo rilevante per riavvicinare gli esseri umani, rafforzando la profonda interdipendenza fra le tradizioni culturali e religiose, la storia, l’arte e il paesaggio di un territorio. Per questo motivo Italia Nostra – sezione di Caserta “ Antonella Franzese” ha derito volentieri alla manifestazione e partecipato al Convegno “La festa di Sant’Antuono e la Convenzione UNESCO del 2003” tenutosi il 12 gennaio alle ore 10, nel Palazzo Piccirillo di Macerata Campania.

La festa in onore di Sant’Antuono. Patrimonio culturale immateriale di Macerata Campania

La festa in onore di Sant’Antuono (ovvero Sant’Antonio Abate)  di Macerata Campania, in provincia di Caserta, rappresenta un momento storico, culturale, artistico-folcloristico dell’intera cittadinanza e viene celebrata il 17 di gennaio di ogni anno.

Il periodo di festeggiamento è inoltre completato dal sabato e dalla domenica che lo precede.

La festa di Sant’Antuono è un insieme di religiosità, folklore, tradizioni e partecipazione popolare.

L’evento nella sua interezza è caratterizzato sia da momenti dedicati al culto del Santo, che da momenti di puro e storico folklore popolare.

Per quanto riguarda il folklore carattere distintivo della festa è la tipica sfilata delle “battuglie di pastellessa”, ovvero dei “carri di Sant’Antuono” su cui trovano alloggio gli oltre 1000 “bottari di Macerata Campania”, che ripropongono l’antica “musica di Sant’Antuono”,  solitamente indicata con il termine “pastellessa”, anche se questo è solo il nome di uno dei tre ritmi principali proposti dai bottari, legato al nome del piatto tipico della festa: la “past’ e ’llessa” (pasta con le castagne lesse).

La particolarità legata ai bottari di Macerata Campania è dovuta essenzialmente alla tipologia di strumenti musicali utilizzati nell’esecuzione della singolare musica di Sant’Antuono: i classici e conosciuti strumenti musicali sono sostituiti con botti, tini e falci, cioè con strumenti e arnesi di uso contadino, che percossi adeguatamente assumono una nuova veste di natura musicale.

Origini storiche

Secondo la tradizione orale la festa di Sant’Antuono a Macerata Campania ha avuto origine nel XIII secolo. Al tempo il paese si presentava come una comunità in prevalenza agricola ed artigianale, dove il lavoro dei campi richiedeva l’uso di una ricca gamma di attrezzi e strumenti che venivano fabbricati dagli artigiani locali. Costoro, nelle fiere che si tenevano, per evidenziare la solidità degli attrezzi da un lato e per attirare l’attenzione dei passanti dall’altro, percuotevano botti, tini e falci riproponendo dei ritmi primordiali, che con i voluti o forse fortuiti miglioramenti, portarono alla creazione di quelle peculiarità sonore che ancora oggi caratterizzano la musica eseguita dai bottari di Macerata Campania.

I ritmi primordiali alla base della musica eseguita dai bottari hanno un’origine più antica infatti rievocano i riti di inizio d’anno praticati in antichità per risvegliare la terra per il nuovo raccolto o per scacciare demoni e spiriti maligni. Una legenda locale, infatti, racconta di contadini che percuotevano freneticamente botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle loro cantine; questo rituale ripetuto poi all’aperto, secondo la leggenda, costituiva un aiuto propiziatorio per il buon raccolto nel nuovo anno. Il percuotere di botti, tini e falci assumeva, quindi, una funzione lustrale e fecondante, che potrebbe derivare da un culto preesistente a Macerata Campania che si collega con molta probabilità al tempio di Aedes Alba in Capua antica, di cui fa cenno Tito Livio, che era presente nell’area maceratese oggi corrispondete alla località Casalba.

Nato come rituale pagano, questa tradizione è confluita nella festa religiosa in onore di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e Santo protettore dalle avversità del fuoco.

La candidatura al patrimonio immateriale Unesco

La comunità di Macerata Campania ha avviato il processo di preparazione del plico di candidatura della Festa di Sant’Antuono per l’iscrizione nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia UNESCO. L’iter sta coinvolgendo in modo attivo e consapevole la comunità, il Comune di Macerata Campania, l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la ONG accreditata UNESCO Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa. L’Università con la collaborazione dell’Associazione Sant’Antuono e il supporto della Regione Campania avvierà nel 2019 un progetto di ricerca, studio e catalogazione che si prefigge fra i risultati la redazione del modulo di Candidatura da presentare alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO per la relativa istruttoria.

Nadia Marra – Sezione di Italia Nostra Caserta