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Data: 21 Dicembre 2021

Italia Nostra Salerno invita a firmare la petizione di “Deep” per fermare la vendita all’asta dei beni comuni della città

Italia Nostra Salerno invita a firmare la petizione di “Deep” per fermare la vendita all’asta dei beni comuni della città.

Di seguito si riporta il testo presente sulla piattaforma www.change.org al link specifico.

 

IL 29 DICEMBRE VANNO ALL’ASTA BENI COMUNI DELLA CITTÀ DI SALERNO, SPIAGGE E CAMPI SPORTIVI DI GRANDE VALORE. FIRMA E FERMA LA VENDITA DELLA CITTA’

LETTERA APERTA AL SINDACO DI SALERNO

Al sig. Sindaco di Salerno, arch. Vincenzo Napoli

Egr. sig. Sindaco,

ci rivolgiamo a lei perché riteniamo che, indipendentemente da chi l’ispira, lei sia il maggior responsabile delle scelte urbanistiche che si stanno attuando a Salerno. Pur ricoprendo la carica “solo” dal 2016, quando chi l’ha preceduta aveva già profondamente sfregiato la città con trasformazioni urbane irragionevoli e fortemente speculative; su di lei incombe la grave responsabilità di aver agito e di agire in perfetta continuità, promuovendo un uso del suolo non meno sciagurato.

In questi giorni giunge l’ennesimo atto di depauperamento della città attraverso l’alienazione di immobili di primaria importanza: le spiagge del Siulp, dei Finanzieri, del Lido La Conchiglia, il campo Volpe sulla litoranea.

Dopo aver privatizzato il demanio per consentire la realizzazione del Crescent e della pseudo piazza pertinenziale, dopo aver svenduto la Centrale del latte e numerosi altri beni, è ora la volta di altri immobili strategici, situati in prossimità della linea di costa che, per loro natura, dovrebbero restare di proprietà pubblica ed essere destinati alla pubblica fruizione.

Tra questi, oltre ai lidi, colpisce la vendita dell’area del campo Vincenzo Volpe, attrezzatura sportiva pubblica interamente ristrutturata nel 2014 con l’impegno di 1,5 milioni di euro, per due terzi a debito. Oltre quattro ettari situati a ridosso della zona industriale e a meno di 50 metri dal mare, “opportunamente” valorizzati sul falso presupposto che rientrino nella c.d. “città compatta” e dunque resi edificabili per ben 17.597 metri quadrati, pari a circa 60.000 metri cubi. Altre quattro torri vista mare.

Questa scelta non è determinata da alcuna strategia urbanistica degna di questo nome. È solo l’ennesimo intervento spot, uno dei tanti che, senza alcuna logica che non sia quella del profitto, la sua Amministrazione sta disseminando in città.

Lei è architetto e quindi dovrebbe sapere che questi interventi non contribuiranno mai al miglioramento della città esistente, su cui si incistano come parassiti senza farne davvero parte e senza creare o migliorare gli spazi urbani che – come ammoniva Bohigas – ne sono la vera essenza.

Ed è certamente consapevole del danno arrecato al territorio, che, come le avranno insegnato, è una risorsa non riproducibile che mai, ma proprio mai, dovrebbe essere piegata ad interessi che non siano quelli della sua tutela e dunque della collettività.

Oltre all’impoverimento patrimoniale che consegue a tale feroce programma di alienazioni, c’è dunque l’ulteriore, e forse più grave depauperamento che consegue ad un uso del territorio finalizzato, più che alla corretta gestione urbanistica della città, a fare cassa per continuare a dilapidare risorse o per coprire i buchi di un bilancio stremato da anni di gestione scellerata oppure a servire interessi che sostengono la sua giunta.

Riteniamo che quanto sta accadendo vada contro la città di Salerno e, soprattutto, contro le prossime generazioni, a cui lascerete un comune più povero e un territorio irrimediabilmente sfregiato da gestire.

La invitiamo pertanto a fermarsi. La invitiamo a sospendere le procedure di alienazione dei beni pubblici in corso, a riflettere e a chiedersi se sia opportuno continuare a disseminare ovunque interventi edilizi completamente avulsi dal contesto, insuscettibili di diventare a loro volta città.

E soprattutto, la invitiamo a smetterla di attribuire questa serie di trasformazioni urbane senza urbanistica al genio indiscusso di Oriol Bohigas di cui, spiace dirlo, sta infangando la memoria. Se intende continuare così, non si nasconda. Si faccia carico delle sue responsabilità. Dovrà risponderne, se non ad altri, alla città e alle prossime generazioni.

Salerno, 18 dicembre 2021 

GRUPPPO DEEP DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

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