Sabato 17 Maggio 2025, ore 10-13, presso la sede della Croce Rossa a Bologna in via del cane 9, si è tenuto il convegno dal titolo: Ambiente o paesaggio? Individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile in Emilia Romagna. (qui il video dell’incontro). L’adozione delle energie rinnovabili può avvenire nel rispetto del paesaggio con limitato consumo di suolo?
PROGRAMMA
Introduzione
10:00 Claudio Ferrari, Presidente Consiglio regionale dell’Emilia Romagna di Italia Nostra
Raffaele Milani, Presidente Sezione Bologna di Italia Nostra
Interventi:
Irene Priolo, Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia Romagna
Borghi Gianluca, Assessore alla Sostenibilità Ambientale, Energetica ed alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Parma
Davide Ferraresi, Presidente regionale di Legambiente
Andrea Carlini, Sezione Italia Nostra Valmarecchia e membro coalizione Transizione Energetica Senza Speculazione (TESS)
Vincenzo delle Site, esperto di energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Barbara Lori, Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa, Regione Emilia-Romagna
Sauro Turroni, socio di Italia Nostra ed esperto del paesaggio.
Con un commento conclusivo di Piero Cavalcoli
Ore 12:45 interventi dal pubblico
Un rinfresco sarà offerto ai partecipanti al termine dell’incontro.
Il Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Claudio Ferrari
Il Presidente della sezione di Bologna di Italia Nostra Raffaele Milani
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Si pubblica qui di seguito il commento del Presidente onorario di Italia Nostra, Giovanni Losavio.
Svelato l’inganno delle aree inidonee
Si deve riconoscere che il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale Emilia-Romagna esercita come ci si attendeva il compito di definire le aree inidonee all’insediamento Fer, comprendendovi tutte quelle tutelate dal codice beni culturali e paesaggio, non solo secondo l’art. 136, lettere c) e d) – le cosiddette bellezze di insieme – ma pure secondo l’art.142, luoghi cioè vincolati dalla legge Galasso. E ben considerando le ragioni che hanno indotto il TAR Lazio ad annullare il decreto ministeriale 21 giugno 2024 (difetto di specificità nella indicazione dei criteri di orientamento), il disegno di legge dell’ER resisterà per certo al nuovo decreto ministeriale che avrà ottemperato alle indicazioni della sentenza 9155/2025. Ma si deve infine rilevare che la complessa macchina finalizzata alla velocizzazione del procedimento è fondata su un sorprendente inganno, coperto dalla stessa Corte costituzionale, che è agevole svelare. Perché dall’espresso riconoscimento di inidoneità non discende affatto l’effetto di incompatibilità e quindi l’esclusione dell’insediamento Fer, soltanto invece l’esigenza di una speciale considerazione nel merito E dunque non v’è luogo dell’intero territorio nazionale (centri urbani storici compresi, e pure i crinali del piano paesaggistico dell’ER) che possa dirsi al riparo da quell’impiego. L’affermato contemperamento dei valori che hanno pari copertura costituzionale è in pratica contraddetto dalla assolutezza dei definiti livelli di produzione di energia rinnovabile. Esito a ben vedere della riforma costituzionale dell’art. 9 (avversata in solitudine da Italia Nostra) che ha rotto l’unità, concettualmente inscindibile, paesaggio – ambiente e ha posto quindi i due valori in ideale conflitto, destinato il paesaggio a soccombere.
Giovanni Losavio






