Italia Nostra

Minore, Colorno: il complesso della Torre delle Acque

19 Dicembre 2025

Il complesso della Torre delle Acque è stato oggetto delle attività di Italia Nostra Colorno e Bassa est nella cornice del progetto nazionale “Minore” ed ora è oggetto di una pubblicazione.

L’idea progettuale generale

Minore ha rappresentato l’occasione di discussione sulla possibilità di utilizzo della Torre e del complesso come “Museo delle Acque”, vista la posizione strategica alla confluenza di tre torrenti: Galasso, Lorno e Parma. Il paese prende infatti il suo nome dal Lorno (Colorno: Caput Lurni). La Torre potrebbe essere inserita negli itinerari turistici della Reggia di Colorno, in quanto è visibile da ogni parte del centro storico e rappresenta un elemento fondante del paesaggio urbano.

L’area rappresenta il primo nucleo di Colorno, insediato nell’alto medioevo. La possibilità di ripristinare una centralina idroelettrica (attiva nel 1928) consentirebbe di avere una leva economica, a sostegno del recupero del complesso.

Il bene

Questo bene, attualmente di proprietà privata, ha avuto in passato un’importanza rilevante per la comunità. L’ingegnere francese Jean Bailleul, infatti, nel 1718 fu in grado di risolvere la questione idraulica dell’alimentazione dei giochi d’acqua e delle fontane del giardino della Reggia di Colorno attraverso l’elaborata soluzione ingegneristica della Torre delle Acque. Attualmente è in stato di abbandono seppur non risulta particolarmente ammalorata tranne che per il sottotetto e parte dei solai a causa delle infiltrazioni d’acqua.

Le attività promosse 

La sezione ha promosso attività di sensibilizzazione per evidenziare il degrado del bene agli enti locali e alle istituzioni. Ha promosso la raccolta firme per sollecitare il recupero del complesso. Un imprenditore ha manifestato interesse per la costruzione di una centralina idroelettrica. Nel 2020 si è ottenuta la disponibilità alla cessione gratuita ad Italia Nostra. Nel 2021 si è ottenuto il supporto dell’Università di Parma, del comune per la manutenzione dell’area e l’interesse dell’Autorità di bacino del Po, con la possibilità di inserimento nel programma MAB Unesco.