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Data: 2 Aprile 2024

Distruzione torri Hamon: una buona festa per i 60 anni di “Deserto Rossi”

Giunge notizia dell’avvio dei lavori di distruzione di una delle due torri Hamon.

Con fiera soddisfazione gli Enti coinvolti (primi fra tutti Autorità di Sistema Portuale ed ENI, rispettivamente acquirente e venditore dell’ex comparto SAROM; con la quieta e commossa accondiscendenza del Comune di Ravenna), potranno scrivere una pagina gloriosa di storia di rimozione della memoria collettiva grazie ad un blitz pasquale che ha cancellato qualsiasi traccia di partecipazione democratica e di informativa alla cittadinanza. All’oggi, secondo le nostre ricerche, nulla si trova dei dettagli del progetto di impianto fotovoltaico per cui le torri vengono abbattute, seppure trattasi di progetto PNRR; né si capisce quando sia stato modificato il Piano Regolatore Portuale in merito alle demolizioni.  Così come non si comprende come l’area di pertinenza delle torri dovesse essere ceduta gratuitamente da ENI all’Autorità Portuale per la realizzazione della “Cittadella della nautica” poi naufragata, ed invece ora il passaggio dell’intero comparto ex SAROM da ENI ad AdSP avviene con esborso di soldi pubblici (oltre 8 milioni di euro).

A coronare una prova di grande civiltà, si nota che proprio quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario dell’uscita del film “Il Deserto Rosso”: uno dei non molti film girati a Ravenna, premiato con il Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia che ritrae, nelle scene più memorabili, torri di raffreddamento del ravennate. Le torri ex S.A.R.O.M. sono tra le ultime superstiti e ad esse viene di solito associato, come ci ricorda uno sbiadito cartello del Parco del Delta del Po e della Regione Emilia-Romagna posto davanti alle torri vicino al Cimitero di Ravenna.  In questo caso, il film da festeggiare potrebbe essere “Deserto Rossi”, in onore della presidenza di Autorità Portuale e della spianata così amministrata. Presidenza che giusto qualche giorno fa ha acclamato le demolizioni asserendo che le torri, anche per rimanere in tema di deserto, “non sono le Piramidi”. Per rassicurarlo di aver colto nel segno, ma anche del fatto che l’intelligenza dei cittadini sia ancora vigile, ricordiamo, ad esempio, che neanche la Chiesa San Vitale è le Piramidi. Per il sessantesimo, davvero una bella festa che darà lustro alla nostra città, all’insegna della cultura e della partecipazione, mentre si attendono, oltre al remake, altre lacrime copiosamente versate da qualche amministratore coraggioso.

Al momento le iniziative non si fermano, per chiedere sia le verifiche dell’autorizzazione paesaggistica e dell’interesse culturale, sia che almeno una delle due torri venga preservata dall’ondata di barbarie.

 

Italia Nostra sezione di Ravenna

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