Tutto tace sul caso Ortazzo. Tutti tacciono sulle uniche azioni concrete che avrebbero potuto garantire la tutela integrale e duratura dell’area, al di là di ogni trattativa immobiliare e al di là della mancata ed inspiegabile acquisizione al patrimonio pubblico di tutta l’area oltre un anno fa, nonostante i finanziamenti già stanziati e poi tolti dal bilancio comunale. 

Tali azioni sono la riclassificazione urgente della zona C in zona B (azione di competenza del Parco del Delta, insieme a Regione e a Comune), e l’istituzione di una Riserva Naturale per l’intero comparto, zona C compresa (aziona di competenza del Ministero dell’Ambiente, sentita la Regione). 

Nulla osta a tali azioni, se non, chiamiamola così, un’inspiegabile “inerzia”, considerando il fatto che da quasi un anno è avvenuta nel silenzio la prima vendita tra la Immobiliare Lido di Classe S.p.A. e la CPI Real Estate S.p.A., e che a metà marzo potrebbe concretizzarsi, tutta o in parte, la vendita al doppio del prezzo iniziale da parte di CPI Real Estate (ora tramutatasi, dopo il passaggio in “Giugno s.r.l.”, in “Miura Real Estate S.p.A.”) alla Gobbino s.r.l. degli imprenditori ferraresi Mazzoni. 

A supporto della riclassificazione le associazioni hanno fornito agli Enti il parere ricevuto dal massimo organo governativo deputato alla ricerca e alla protezione ambientale in Italia, l’ISPRA: carta straccia. Carta straccia anche l’atto di indirizzo sottoscritto dall’unanimità del Consiglio Comunale per il passaggio della zona C a B il 12 dicembre scorso. Nel frattempo si sventolano le “trattative” per l’acquisto o il tentativo di far valere il diritto di riscatto delle uniche aree che non interessano all’imprenditoria perché inutilizzabili, ovvero la zona protettissima dell’Ortazzino (classificata in zona di Parco A e B) e gli “acquitrini” dell’Ortazzo (zona B). Sui quasi ottanta ettari della zona C (estesi come 80 campi da calcio), quelli posti più vicini alle vie d’accesso e alle nuove lottizzazioni di Lido di Classe, cala il silenzio sul passaggio di mano tra privati ormai prossimo. Il mare intanto erode a vista d’occhio la confinante Riserva “Duna costiera ravennate”, ma nessuno pensa di ingrandire questa Riserva, destinata con tutta probabilità a scomparire, costituendone una “di scorta” a monte nella zona dell’Ortazzo-Ortazzino come appunto propongono le associazioni e conferma ISPRA.

Davanti a questo strazio, i cittadini si mobilitano con un presidio a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, giovedì 7 marzo. Viaggio con partenza da Ravenna; andata e ritorno in giornata. I partecipanti tenteranno di chiedere un colloquio con i vertici del Ministero, i quali, al pari del Parco, della Regione e del Comune di Ravenna, non hanno inviato alcuna risposta alla PEC contenente la richiesta di riclassificazione e di istituzione di una Riserva Naturale sottoscritte da Associazione WWF Ravenna OdV, ENPA – Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, FAI delegazione di Ravenna, Federazione Nazionale Pro Natura, Italia Nostra sezione di Ravenna, L’Arca – Ravenna, Legambiente Emilia-Romagna, LIPU, OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali OdV ed UBN – Unione Bolognese Naturalisti. Il tutto nonostante le chiare indicazioni date dall’Europa per la conservazione e l’ampliamento delle aree protette (EU Biodiversity strategy for 2030 (2020), Nature Restoration Law (2023), ecc.).

 

Per informazioni o partecipazione al viaggio chiamare il numero 3349470326 (anche messaggio WA) oppure mandare mail a ravenna@italianostra.org oppure ravenna@oipa.org

Italia Nostra sezione di Ravenna

L’Arca Ravenna

OIPA sezione di Ravenna

ENPA
 
FAI Delegazione di Ravenna
 
FAI Delegazione di Cervia