Il TRC è un trasporto su gomma a guida assistita e trazione elettrica, di fatto un filobus che corre su una corsia sopraelevata a senso unico alternato, che praticamente raddoppia sul lato a monte la linea ferroviaria tra Rimini e Riccione. Il progetto, approvato preliminarmente nel 1998, è nato vecchio, e risulta oggi ancor più illogico e contraddittorio.
Italia Nostra, vista l’opera ormai conclusa in questo tratto e constatate le gravi alterazioni del paesaggio urbano e della viabilità esistente, denuncia quanto fossero inattendibili le dichiarazioni che hanno accompagnato dall’origine questa scelta. L’esonero dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale voluto nel 1998 dalla Provincia e deciso da Regione e CIPE ha impedito di valutare tempestivamente gli effetti disastrosi che oggi si rivelano. Le modifiche apportate nel corso del tempo al progetto lo hanno poi ulteriormente peggiorato, sia nell’impatto sul paesaggio e sulla vivibilità degli spazi urbani, sia sotto il profilo propriamente tecnico.
È evidente l’impatto ambientale e paesaggistico, funzionale, culturale e sociale comportato dal TRC fra Rimini e Riccione con espropri e demolizioni, indifferenza e disprezzo per le preesistenze, ulteriore consumo di suolo nelle aree verdi. Nel cuore urbano di Riccione ha accresciuto la frattura prodotta dalla ferrovia esistente, con alti muri di cemento, ha abbattuto un viale di 200 pini di 60 anni, e intende abbatterne altri attorno alla stazione ferroviaria modificandone l’accessibilità. Ha devastato le porte di accesso alla “città del mare” con il raddoppio dei ponti esistenti, che avevano acquisito valore storico, ignorando le esigenze e le opportunità di una loro qualificazione. Ben diversi gli enunciati di progetto: “non muri ma strutture leggere di arredo urbano e maggiore permeabilità della circolazione fra monte e mare”. Sono palesi gli effetti di opere concepite e condotte in assenza di un obbiettivo confronto, non solo con i cittadini, ma con la stessa realtà dei luoghi, venendo meno a basilari istanze di qualità.
L’impatto è devastante e, nonostante i € 100 milioni di spesa di opere e mezzi, non si vede neppure come possano essere rispettati gli obiettivi, pure condivisi, di contrastare la congestione stradale e migliorare il trasporto pubblico. Dopo vent’anni la viabilità conta oggi su una diversa direttrice intermedia, quale efficace supporto per il trasporto pubblico, con tempi di percorrenza competitivi rispetto a quelli del TRC. La più che dubbia utilità dell’opera mostra come inattendibili le previsioni di un esercizio di 5 milioni di utenti all’anno, e rende ulteriormente insostenibili i costi di gestione.
Italia Nostra chiede, a questo punto di danno acquisito, anche attraverso un responsabile collaudo, una compensazione di verde con la medesima quantità in luoghi idonei della città del patrimonio arboreo abbattuto e di valutare e scegliere il minor costo fra politiche che garantiscano il funzionamento dell’opera o in alternativa il suo abbandono con il ripensamento di mezzi e funzioni.
Per info: Sezione di Rimini 340 3579828 e Consiglio regionale IN 334 3508027









