Italia Nostra

Data: 10 Luglio 2015

Sulla difesa dei beni culturali di piazza Primo Maggio a Udine

La sezione di Italia Nostra di Udine ha svolto una pluriennale azione di difesa del compendio di piazza Primo Maggio ed in particolare di palazzo Antonini, raro esempio di opera del Palladio al di fuori del Veneto. Come risultato il Comune di Udine ha recentemente ridimensionato alcuni degli aspetti più distruttivi della costruzione del magaparcheggio interrato in costruzione nella piazza

Con la delibera n. 214 del 30 giugno il Comune di Udine torna a occuparsi del parcheggio di piazza Primo maggio che è in fase di completamento, andando a regolare alcuni aspetti che nei mesi scorsi Italia Nostra ha segnalato alla pubblica attenzione. Cominciamo con le buone notizie: viene cancellata la rotonda da sistemare a lato dello storico ovale e ci auguriamo di cuore che la nota di SSM con la quale ci si impegna a riconsiderarla in un momento successivo non venga mai presa in considerazione, anche per evitare lo spiacevole effetto di un rientro dalla finestra di ciò che era stato messo alla porta. O si getta il cuore oltre l’ostacolo una volta per tutte, cercando di rimediare ai tanti passi falsi finora compiuti, oppure questo progetto vincerà il premio per il “rattoppo” piuttosto che per la progettazione. Bene anche l’eliminazione dei parcheggi a raso: finalmente prevale il buon senso che avrebbe dovuto farla da padrone subito, ma non è mai troppo tardi!

Non ci stancheremo di ripetere che di fronte al Palladio e a un sito storico così stratificato – da palazzo Sello allo Stellini alla basilica delle Grazie alla sede del Conservatorio – la qualità architettonica avrebbe dovuto prevalere sulla modestia progettuale, che invece domina incontrastata. Purtroppo cominciano a emergere anche degli elementi francamente inaspettati: cosa ci fanno i NewJersey che si utilizzano in autostrada nel cantiere del futuro parcheggio? La piazza non è il percorso della A4. Forse si tratta di una svista e se così fosse – francamente ce lo auguriamo – facciamo appello alla sensibilità del presidente di SSM affinché intervenga. Una domanda sorge spontanea: che bisogno c’era per SSM di costruire un’altra sede moltiplicando in maniera consistente i metri cubi della casetta accanto al palazzo Sello? Non occorrono dati scientifici per comprendere. Basta guardare la foto dell’edificio in questione prima e dopo la “cura” fatta di cemento e volumi miracolosamente lievitati. Alla faccia di palazzo Antonini e del suo prestigioso architetto: che fine ha fatto la cultura di progetto in città? La cerchiamo ma non riusciamo a trovarla…E poi un’altra domanda che ogni cittadino dovrebbe ragionevolmente farsi: perché nella variante si chiede in sostanza una sanatoria per questo nuovo edificio quando il medesimo è già stato realizzato? Quindi qualcosa ci sfugge…perché si opera in questo modo vale a dire prima si costruisce e poi si chiede l’approvazione? Non era più lineare una procedura inversa? Perché così la gente comincia a interrogarsi e a riflettere.

Italia Nostra ha un solo pressante appello da fare alla stazione appaltante, che è quello di recuperare qualità progettuale e senso di civiltà nell’approccio all’architettura storica, a un rinnovato senso della bellezza, che appare sempre più in pericolo: non osiamo pensare a quale artificio architettonico e amministrativo si ricorrerà per la copertura del parcheggio. Quello che si vede è un gran guazzabuglio, una sconsolante pochezza progettuale, un balbettante approccio urbanistico: soluzioni degne della periferia. Ma forse è quello che la città di Palladio, D’Aronco Gilberti Berlam Masieri Valle Avon Marconi Polesello ora riesce a esprimere. Italia Nostra non ci sta e proclama guerra al BRUTTO che avanza!

Nella foto, il palladiano Palazzo Antonini e il suo parco assediati da edifici e parcheggi:

SSM e palazzo Antonini

 

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