Capisco l’esigenza e la necessità di celebrare le donne ma il Porto vecchio non è l’area giusta, perché non può essere considerato libero da condizionamenti, né può essere considerato un luogo raccoglitore di nomi, opere, targhe, statue e intitolazioni di vie a personalità, seppur illustri, ma che nulla hanno a che fare con l’identità storica del distretto portuale che deve essere rispettata.
Il Porto vecchio, conosciuto e studiato a livello internazionale costruito nella seconda metà dell’Ottocento, quando era all’avanguardia in Europa per tecnologie e materiali, è un patrimonio storico di grande valore per la città di Trieste e per l’Europa. E’ conosciuto e studiato a livello mondiale ed è unico in Italia per le sue specifiche caratteristiche tecniche e strutturali. Sarebbe un oltraggio non ricordare degnamente le sue origini celebrando chi l’ha costruito, chi l’ha vissuto, conservato, tutelato, valorizzato e difeso dalla distruzione senza dimenticare il “lavoro marittimo e portuale”. I magazzini, le banchine e i mezzi di sollevamento parlano e descrivono un luogo che non può diventare ALTRO, tanto da non essere più riconoscibile. Sarebbe errore grave, in aggiunta, conferire nomi ALTRI.
Sicuramente giusta è la targa sul magazzino 26 dedicata una donna, all’ing. Ondina Barduzzi, che ha dato il via alla rigenerazione attraverso strumenti urbanistici adeguati, sarebbe sbagliato, per esempio, dedicare alla bretella (storicamente detta Stradone della Ferrovia) che confina con la ferrovia, altro nome improprio che non corrisponda alla sua storia o funzione.
Esiste anche un regolamento comunale per la toponomastica che detta le regole e indica un percorso preciso che parte dai toponimi dei catasti storici, da quelli formatisi nella tradizione orale e nel susseguirsi degli eventi, in questo caso legati alla storia del distretto storico portuale. La denominazione di nuove aree di circolazione deve testimoniare l’evoluzione della società, legata a fatti, personaggi ed avvenimenti sociali, culturali e politici della storia cittadina che, nel nostro caso, hanno avuto a che fare con il Porto vecchio. Italia Nostra è più volte intervenuta se questo tema indicando le numerose possibili intitolazioni.
Se, giustamente, si vuole onorare nelle vie del Porto vecchio la memoria di persone illustri, è essenziale che vengano ricordati i nomi di chi l’ha ideato e costruito (es. l’ing. E. Geiringer, l’arch. G. Zaninonich, l’ing. L.Buzzi, l’ing. F. Krause …) valorizzati i brevetti sperimentali applicati del cemento armato quali Weiss & Freytag, Melan e Matrai, Hennebique, Monier, Cottancin insieme alle le ditte costruttrici, al consorzio costruttori triestini, ingegneri, architetti, compagnie marittime, spedizionieri e maestranze specializzate.
Non vanno quindi ricordate in quell’area persone o fatti che non hanno alcuna relazione con lastoria dello scalo storico, né possiamo disseminare in questo luogo opere effimere ed estranee che poi non vengono rimosse.
Antonella Caroli
Consigliera Nazionale
Presidente Italia Nostra Trieste






