La sezione di Trieste di Italia Nostra organizza una serie di visite guidate con presentazione della pubblicazione “Il distretto storico portuale di Trieste” presso il Porto Vecchio di Trieste. Le visite avranno luogo su prenotazione (scrivere a [email protected])
Descrizione: Il bene oggetto dell’azione è costituito dal complesso della Centrale Idrodinamica e della attigua Sottostazione elettrica: due manufatti presenti nel Porto Vecchio di Trieste. Il Porto allora nuovo, realizzato tra il 1867 e il 1883, anno dell’inaugurazione, era il principale Porto dell’Impero Asburgico, collegato direttamente con i vasti territori dell’Impero dalla Ferrovia Meridionale, completata nel 1857. Il Porto di Trieste era un sistema di moli, banchine, magazzini e hangar, realizzati dopo una ciclopica opera di interramento dell’area a mare tra il Borgo Teresiano e il Lazzaretto del 1786. La Centrale Idrodinamica venne costruita nel 1890 quale sistema di generazione dell’energia necessaria al funzionamento delle gru da banchina, delle gru esterne dei magazzini e dei montacarichi interni. Il sistema di generazione dell’energia utilizza l’acqua in pressione come vettore energetico, un sistema inventato in Inghilterra nel 1845 e utilizzato anche a Londra nel Tower Bridge per sollevare il ponte sul Tamigi. Oggi la Centrale comprende ancora intatte tutte le macchine originarie, che fino al 1988 producevano energia per tutti i mezzi di sollevamento del porto. Collegata ad essa è la «sottostazione elettrica di riconversione» del 1913, che tuttora conserva trasformatori, riduttori e strumentazioni elettriche d’epoca, parte dei quali in funzione.
Motivazione della scelta: Questi due manufatti tecnologici, rappresentano una testimonianza quasi unica al mondo di una tecnologia, allora all’avanguardia, e che ha operato per oltre un secolo a Trieste. I due edifici hanno anche una elevata pregio architettonica, essendo realizzati su disegno dell’arch. Giorgio Zaninovich, già allievo della Wagnerschule di Vienna, coniugando le esigenze funzionali con una cura ai dettagli ornamentali degli interni e delle facciate. I due manufatti sono stati oggetto di un vincolo nel 2001 e quindi di un attento restauro concluso nel 2012, grazie all’impegno di Italia Nostra. Attualmente la sottostazione è utilizzata come sede di uffici, mentre la Centrale ospita temporaneamente una scuola per infermieri, che rende più difficile una conservazione e una fruizione culturale e museale. L’Azione intende promuovere la conoscenza di questi due manufatti per farne apprezzare da un vasto pubblico la loro importanza per la storia dell’architettura e della tecnologia portuale e per garantirne una conservazione e un utilizzo compatibile con la salvaguardia della loro storicità.





