Trieste, Porto Vecchio: Italia Nostra contraria all’installazione delle cabine sospese nell’area storica monumentale. L’associazione Italia Nostra esprime contrarietà all’inserimento di cabine sospese e stazioni nell’area storica monumentale del Porto Vecchio di Trieste. Come ampiamente documentato si sono fatte diverse ufficiali proposte alternative sui collegamenti tramviario orizzontale (Barcola / Pv) ma anche su un possibile collegamento tra Monte Grisa e l’area turistica di Miramare.
L’area del Porto Vecchio vincolata

Proposte che sono state sottovalutate che andavano invece immediatamente considerate per recuperare costi e tempi. Perché si vuole ancora inasprire gli animi e rallentare la rigenerazione del Porto vecchio e gli interventi di restauro e riuso dei magazzini monumentali? Forse si dimentica che l’area è vincolata così come gli edifici che insistono sull’intero distretto storico portuale. Si vuole ancora rinviare il processo di rigenerazione alimentando obiettivi effimeri e già ripetutamente sconfitti? Possibile che non si cambi direzione e non si presentino altre possibilità di trasporto collettivo? Perché si insiste ancora sull’OVOVIA?
Una nuova moderna rete tranviaria
Una nuova moderna rete tranviaria/veloce non è una proposta ideologica ma necessaria e concreta, che giustificherebbe la riprogettazione e l’impegno di creare proposte efficaci e immediate. Non possiamo perdere ancora tempo prezioso per la rigenerazione seria del Porto Vecchio che è la priorità e che viene ancora rinviata. Perché?
Abbiamo forti dubbi e non capiamo il perché di tanta insistenza e perché non teniamo conto di quanto accade in Italia e in Europa.Citiamo alcuni esempi: dal varo della Legge 211/1992 ad oggi in Italia sei città hanno ripristinato ex novo linee o reti tranviarie convenzionali come Bergamo, Cagliari, Firenze, Messina, Palermo, Sassari. Altre città hanno realizzato ex novo il metrò Brescia, Catania, Napoli e Torino. Il capoluogo piemontese ha scelto la tecnologia VAL; per non dimenticare che le città già munite di reti tranviarie (Milano, Napoli, Roma e Torino) o di linee o reti metropolitane (Genova, Milano, Roma), le hanno potenziate o rinnovate.
Le reti tranviarie al centro delle scelte di mobilità in Europa
Nell’arco di degli ultimi trent’anni, quindi, in Italia sono tornate ex novo altre città, in Francia (attraverso altri strumenti legislativi di finanziamento comunitari e nazionali) ecc, più di quaranta, tra le quali Parigi (!!!), sei in meno delle città che erano ancora munite in Italia di linee o reti tranviarie!!! Hanno frattanto ripristinato linee e reti tranviarie anche diverse città del Regno Unito (tra le quali Blackpool, Edimburgo, Londra, Manchester, ecc.), della Spagna (tre la quali Alicante, Barcellona, Bilbao, Madrid, Tenerife, Valencia, ecc.), della Danimarca (Aarhus), dell’Irlanda (la capitale Dublino), della Norvegia (Bergen). La maggior parte delle città già munite di linee o reti tranviarie in Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Svizzera, ecc., non vi hanno mai rinunciato. Diversi livelli di progettazione di linee o reti tranviarie interessano anche Brescia, Genova, Modena, Monza, Parma, Pisa, Prato e Reggio Emilia.
Così come già fatto, Italia Nostra resta a disposizione a collaborare con le istituzioni nel rispetto del patrimonio storico architettonico del Porto vecchio per trovare alternative utili, concrete e immediate.
Antonella Caroli – presidente sez. di Trieste e consigliere nazionale di Italia Nostra






