Italia Nostra

Data: 10 Maggio 2020

Il futuro energetico dell’Italia: considerazioni e proposte

In un lungo ed esaustivo comunicato il Presidente della sezione Sud Salento interviene sulla questione del futuro energetico. “L’associazione è fortemente interessata alle tematiche concernenti il corretto utilizzo delle energie rinnovabili e alla promozione delle comunità energetiche riconoscendo in queste attività una importante opportunità per dare una svolta significativa al settore, verso la generazione distribuita e per una maggiore partecipazione democratica alle scelte relative alla produzione e al consumo dell’energia intesa come “bene comune” – recita la missiva – Con questi intendimenti si riportano qui di seguito alcune osservazioni che, per una maggiore comprensibilità, valenza e organicità, richiedono un breve inquadramento nel contesto del modello energetico attuale. In tale prospettiva il presente documento viene inviato anche per conoscenza agli altri enti con competenze in materia, con l’auspicio che le notazioni ivi contenute possano essere recepite, a vantaggio dell’intero sistema energetico, dell’ambiente e dei singoli cittadini. (…) Il recepimento nazionale della Direttiva UE 2018/2001 non può ridursi alla emanazione di norme integrative e aggiuntive che mantengano immutato sostanzialmente il quadro normativo attuale, ma richiede una sostanziale revisione del modello attuale di produzione e consumo dell’energia, compresi gli attuali rapporti commerciali di acquisto e vendita del- l’energia e la determinazione di componenti di costo più aderenti alla realtà, nella direzione di un decentramento della produzione e di un maggiore protagonismo dei cittadini. Nelle scelte strategiche occorre saper vedere non solo dati attuali ma anche scenari futuri, quando un nuovo modello decentrato, più stabile ed a minore impatto ambientale costringerà a rivedere tutti i paradigmi che oggi regolano il mercato elettrico. In tal senso il documento proposto, che cita la “volatilità” delle produzioni rinnovabili, ignora che in un futuro non molto lontano le centrali alimentate da fonti rinnovabili di piccola e grande taglia, grazie alle tecnologie di accumulo – che stanno facendo progressi enormi in pochi anni nella pressoché totale indifferenza dei decisori nazionali – renderanno le prestazioni di questi impianti e le caratteristiche di programmabilità assai vicine a quelle alimentate da fonti fossili.”

Le proposte avanzate dall’Associazione Italia Nostra-Seione Sud Salento sono le seguenti:

1- cogliere l’occasione del recepimento della Direttiva UE 2018/2001 per una revisione complessiva del nostro modello di produzione e consumo dell’energia, senza limitarsi ad modifiche parziali che lascino intatte le fuorvianti impostazioni vigenti;

2- definire dal punto di vista quantitativo i benefici dell’autoconsumo basandosi su studi qualificati che valorizzino adeguatamente le varie voci di costo, prescindendo dagli attuali tariffari energetici, spesso non corrispondenti ai valori reali;

3- prevedere, a prescindere dall’analisi di tipo “diretto” dei costi, una forma di remunerazione che tenga conto di tutti i benefici diretti e indiretti legati alle comunità energetiche e all’autoconsumo, quali: i minori investimenti in infrastrutture di trasmissione e distribuzione, non tutti corrispondenti a voci della bolletta ma gravanti nei bilanci di Terna e delle società di gestione delle reti; i costi ambientali evitati (oggi ignorati e scaricati sul sistema sanitario e sulla popolazione) relativi alla minore produzione da fonti fossili accentrate; la maggiore integrazione di impianti e infrastrutture nel paesaggio, con maggiori valenze del territorio; le minori perdite di trasmissione e distribuzione sulla rete; l’apertura del mercato ad una più ampia platea di operatori locali impegnati nella generazione diffusa, con maggiore occupazione nelle comunità locali; la maggiore stabilità e minore vulnerabilità della rete;

4- incrementare le ricerche sulla “smart grids”, che devono trovare un’applicazione diffusa presso le nuove comunità energetiche e che devono essere a queste intimamente correlate, consentendo agli aderenti di scambiarsi energia e servizi in modo da ottimizzare produzioni e consumi;

5- promuovere, parallelamente all’introduzione delle comunità energetiche, una serie di misure, anche immateriali, per contribuire alla informazione ed alla formazione degli utenti, nonché per fornire supporti dedicati e decentrati sul territorio;

6- studiare la possibilità di agevolazioni di natura fiscale (es. sgravi dell’Iva).

“Tutto ciò si può sostanziare in una TARIFFA INCENTIVANTE – sottolinea il Presidente Secli’ – per l’energia auto consumata da ciascun utente-produttore, indipendentemente dall’energia immessa e dai meccanismi di “minimo” ventilati, in alternativa allo scambio sul posto, che tenga conto correttamente di tutti i parametri in gioco e promuova uno sviluppo delle comunità energetiche in modo da inglobare tutti i benefici diretti e indiretti prima descritti e da remunerare le comunità dei maggiori costi di investimento e di gestione che saranno necessari. Per i partecipanti alle comunità energetiche si preveda una TARIFFA PREMIO aggiuntiva, che tenga conto del contributo del produttore alla costituzione di reti locali di generazione distribuita, con relativi vantaggi annessi. Si cita, per finire, a proposito di benefici “nascosti” ma da considerare doverosamente, lo stralcio di un documento Enea (Quaderno “L’efficienza nel settore delle reti energetiche”, luglio 2011) che ben rappresenta le istanze prima riportate: “…è da evidenziare come le Smarts Grid (fortemente legate nel documento alla diffusione della generazione distribuita e delle comunità energetiche, n.d.r.) possano generare benefici e ritorni notevolissimi, per lo meno doppi, considerando l’effetto moltiplicatore nella resa di ciò che si spende. Le ricadute positive, per il sistema paese, potranno essere ancora maggiori, se si considerano la creazione di posti di lavoro (e) il conseguente volume di affari che esse sono in grado di generare, icoprendo un ruolo centrale nel percorso di rivoluzione del sistema elettrico per l’affermazione di un nuovo, futuro, modello energetico. La prossima sfida  – conclude Secli’ – sarà tra quanti intenderanno innovare il nostro sistema energetico, tenendo conto delle istanze e delle prospettive sopra descritte, e quanti si adopereranno, in ossequio a vecchi retaggi aziendali e privilegi di casta, per tarpare e depotenziare queste opportunità.”

 

per leggere l’intero documento:

ItaliaNostraSezioneSudSalento-osservazioniARERA-08052020

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