Italia Nostra

Data: 6 Giugno 2017

Collegio del Sacro Cuore di Gesù a Ciampino: segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: nel perimetro inscritto dal tracciato di Via Due Giugno, Via Col di Lana, Via Principessa Pignatelli  –  Ciampino (Roma)

Tipologia generale: architettura religiosa

Tipologia specifica: chiesa e collegio

Configurazione strutturale: insiste su un terreno di circa 1,70 ettari, indicativamente di 17.000 m²; i corpi di fabbrica sviluppano intorno ai 67.000-71.000 m³, l’area delle superfici utilizzabili interne sono di circa 16.000 m²

Epoca di costruzione: sec. XX

Uso attuale: stato di abbandono dalla fine della seconda guerra mondiale (bombardamento degli Alleati con parziale distruzione degli edifici) in attesa di operazioni di riutilizzo secondo i parametri del piano regolatore del 2001

Uso storico: convento di suore con annesso collegio femminile

Condizione giuridica: proprietà privata – vincolata ai sensi dell’art. 10, comma 3, lett. a) e d) del D.lgs 22.01.2004 n. 42 e s.m.i., del 30 giugno 2006 l’immobile sito nel Comune di Ciampino, denominato “Chiesa e Collegio del Sacro Cuore di Gesù”, è dichiarato di interesse particolarmente importante e viene, quindi, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella normativa vigente.

Segnalazione: del maggio 2017 – segnalazione della Sezione di Ciampino di Italia Nostra – ciampino@italianostra.org


Motivazione della scelta: 
Il Collegio e la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù sono stati progettati unitariamente dall’ingegner Guglielmo Palombi, inaugurato nel 1922, fu fermamente voluto e realizzato dal Cardinale Vescovo di Albano Gennaro Granito Pignatelli.

Questo bene, di straordinaria valenza è stato pianificato agli inizi del ‘900 quale “situ harmonicum” e “motore urbanistico di radice ed esordio della celeberrima “Città Giardino Liberty”. Tale area è identificabile nel perimetro inscritto dal tracciato di Via Due Giugno, Via Col di Lana, Via Principessa Pignatelli per concludersi, architettonicamente nella facciata della Chiesa Madre di Ciampino “Sacro Cuore di Gesù”, prospiciente l’attuale Piazza della Pace. Sin dall’anno 2002 Italia Nostra ha condotto, assieme ad Organizzazioni sindacali dei Beni culturali, al Comitato pro IGDO e vari Coordinamenti, una grossa azione per la salvaguardia di questo Complesso architettonico-urbanistico conosciuto anche per la sua storia più recente quale “I.G.D.O.” (Istituto Gesù Divino Operaio).

Tale Complesso è inscindibile rispetto all’assetto urbano ideato dal mirabile, ed ancora sconosciuto, urbanista che ci ha donato questa Città giardino, con un impianto “decumanico-radiale con cardine nel nucleo centrale, bicentrico”. Ciò costituisce un unicum a livello internazionale per quanto attiene la storia architettonico-urbanistica dell’epoca moderna, e trae linfa culturale nell’ambiente romano “Neo-classico” e “Liberty”. I natali della Città di Ciampino risalgono, più o meno, alla data di fondazione della “Società anonima Cooperativa Colli Parioli”, cioè al 29 ottobre 1910 in pieno clima culturale Liberty. La Colli Parioli assieme alla cooperativa ‘Romula’, acquisì degli appezzamenti di terreno appartenenti per la gran parte alla nobile Casata ducale dei Colonna, già Signori di Marino e quindi di questa contrada. Tale grande area, di cui queste cooperative divennero titolari, fu esemplarmente progettata da un urbanista (per il momento ignoto) che si ispirò con volontà innovativa alla avventura britannica del 1903, cioè alla pianificazione edilizia della Letchworth Garden City vicino Londra, a cura di Raymond Unwin. Quella esperienza social-architettonica si riferiva progettualmente alla teoria della città giardino di Ebenezer Howard.

La realizzazione urbanistica di Ciampino è strettamente vincolata al Complesso collegiale e parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù: non esiste Città giardino senza IGDO, non esiste IGDO senza Città giardino, le due realtà sono compenetrate, sono indissolubili!

La Città giardino è stata brutalmente violentata negli anni e privata avidamente della maggior parte delle sue magnifiche architetture a villini o delle discrete palazzine Liberty splendidamente inserite in ampi lotti e di bassissima intensità abitativa. E’ rimasto, per lo più, l’impianto geometrico stradale del magnifico ‘nuovo’ intento “social-urbanistico” dell’ art nouveau. A Ciampino si è pensato barbaramente solo a costruire allo spasimo, in ogni fazzolettino libero o liberato con pretesti per innalzare a più non posso le cubature, avendo di mira solo la rendita edilizia e dare corso a Ciampinopoli. Dagli anni ’60 in poi, in barba ad ogni sensibilità culturale, si è stati attenti solo alla super edificazione del territorio della città di Ciampino. Alla fine degli anni ’90 la variante al Piano regolatore diviene lo strumento, e forza distruttrice, del complesso rappresentato dal Collegio del Sacro Cuore di Gesù. A tutt’oggi tale strumento non è stato mai abrogato da nessuna Amministrazione succedutasi al governo della città; il complesso verrebbe abbattuto in onore anche di un golosissimo maggior indice di fabbricabilità e l’apertura ad attività privatistiche accanto a non chiare, attività di carattere sociale. In data 30 giugno 2006, grazie al decreto del Direttore regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dichiarava “Chiesa e Collegio del Sacro Cuore di Gesù di particolare interesse ed importanza” e ne apponeva il vincolo.

La composizione architettonico ed urbanistica dell’ex collegio Sacro Cuore di Gesù insiste su un terreno di circa 1,70 ettari, indicativamente di 17.000 m2; i corpi di fabbrica sviluppano intorno ai 67.000-71.000 m3, l’area delle superfici utilizzabili interne sono di circa 16.000 m2, gli spazi esterni e quelli interni, qualora ripristinati nel rispetto delle architetture pre esistenti, offrono una moltitudine di utilizzazioni a fini nobili di carattere sociale sia che essi siano pubblici quanto di privato-sociale. La proposta di Italia Nostra, fu subito quella di destinare il complesso, saggiamente recuperato, quale istituzione di alta formazione (scientifico-universitaria), in particolare a favore della ricerca e della formazione continua nel campo della conservazione, del restauro e della diagnostica. Destinazioni d’uso dei comodi e spaziosi interni dell’ex collegio, validi tutt’oggi, per la ripresa di attività scientifiche o artistiche di formazione dei giovani.

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