Italia Nostra

Complimenti: Roma Capitale pensa al futuro con le opere ideate negli anni ‘50

23 Marzo 2011

L’idea di far scorrere velocemente le auto ai due lati del Tevere per collegare il Nord e il Sud della città con un veloce ed efficiente traffico privato, appartiene alla cultura degli anni ’50 quando si brancolava nel buio in rispetto al futuro della mobilità cittadina. Allora non si pensava alle metropolitane, non esisteva nemmeno l’idea di centro storico e la sola parola “pedonalizzazione” spaventava a morte commercianti e residenti.

Già in occasione del sottopasso di Castel Sant’Angelo, il secondo Presidente della Sezione di Roma di Italia Nostra e famoso urbanista, Leonardo Benevolo, suggerì di portare entrambi i flussi dei due Lungotevere in galleria sotto Piazza Risorgimento e sotto il Gianicolo liberando totalmente i Lungotevere da due indegne ed intasate autostrade urbane.

Le alternative sono tante ma l’idea è sempre la stessa e porterebbe a vantaggi inimmaginabili per la vivibilità del centro storico e la bellezza dei Lungotevere.

Basterebbe approfondire, studiare e sviluppare queste idee.

Veltroni, sordo ad ogni innovazione, aveva invece pensato a fare una piazza davanti all’Ara Pacis.  Il Sindaco di Roma Capitale Alemanno, per non essere da meno del suo predecessore, che ti propone di innovativo a Roma? Di fare il sottopasso con i parcheggi – ecco il vero business – commettendo gli stessi errori urbanistici degli anni ’50 e mettendo a rischio i grandi platani del Lungotevere, rendendolo spelacchiato come quello della sponda opposta.

E che dire del convitato di pietra, il Mausoleo di Augusto, vero e unico capolavoro sul quale si dovrebbe concentrare l’attenzione di Roma Capitale. Parente scomodo mai invitato al banchetto ricco.

Non scherziamo e non cerchiamo alibi, questo progetto è da respingere al mittente.

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