Italia Nostra

Data: 4 Maggio 2012

La Rebibbia di Pasolini tradita

Il parco regionale di Aguzzano voluto e ottenuto dagli abitanti della borgata di Rebibbia e da tanti cittadini del V municipio non deve essere compromesso per sempre da un “minicarcere”. Con tutte le sue esigenze di legge (strada riservata, area di rispetto, telecamere, luci accese tutta la notte ecc. ecc. ). Per le giuste esigenze sociali esistono altri luoghi validi di proprietà pubblica già disponibili e adatti.

Oggi, presso la sede di Italia Nostra, si è svolta la conferenza stampa su “LA REBIBBIA DI PASOLINI TRADITA” indetta per illustrare le azioni che partiranno contro le modifiche che la Regione Lazio vuole fare alle norme del Piano di Assetto del Parco al fine di potere realizzare un vero e proprio piccolo carcere utilizzando uno dei casali, ampliandolo e contornandolo con un muro di 4 metri (si allega in fondo lo schema planimetrico).

Lo scopo sociale è certamente condivisibile e importante. Si vuole ottenere un luogo più vivibile per le donne in carcere con bambini piccoli, ma questo non giustifica la scelta assurda e contro le leggi vigenti per la tutela dell’ambiente e dei beni culturali di compromettere per sempre un parco regionale ottenuto dopo anni e anni di battaglie dai cittadini non solo della borgata di Rebibbia, dove abitò Pasolini, ma da tanti cittadini del V Municipio. Aguzzano fu il primo parco regionale della periferia romana.

A Roma esistono già degli edifici pubblici (alcuni statali) già disponibili e che potrebbero essere molto più adatti anche per le stesse funzioni di sorveglianza che si vogliono costruire nel parco. Durante la conferenza stampa Italia Nostra ne ha fatto l’elenco a cominciare dalle numerose strutture nei Forti e nelle Caserme che si vogliono vendere all’asta. Il Comune ha il potere d’indicare quali servizi ritiene necessari destinare in alcuni edifici mantenendoli alla proprietà pubblica. Insieme ad alcuni abitanti di Rebibbia che sono venuti alla conferenza stampa Italia Nostra ha concordato le azioni da fare insieme che comprendono anche la possibilità di esposti alle magistrature competenti per i danni erariali e per non tenere conto del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Per informazioni: 338.1137155


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