Italia Nostra

Data: 11 Ottobre 2016

Le scuderie di Villa Ada Savoia a Roma: segnalazione per la Lista Rossa

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Indirizzo/Località: Via Salaria 23 Roma

Tipologia generale: architettura

Tipologia specifica: annesso a Villa Savoia

Configurazione strutturale: Complesso immobiliare composto da tre corpi di fabbrica per un totale di circa 2.500 metri quadrati opera dell’architetto Gennaro Petagna.

Epoca di costruzione: 1872/78

Comprende:  scuderie dei cavalli, rimessa delle carrozze reali, con uffici al piano superiore, edifici di riparazione delle carrozze (edificio “trenieri”);

Uso attuale: in stato di abbandono.

Uso storico: scuderie

Condizione giuridica: proprietà di Roma Capitale.

Segnalazione: 2015/2016 della Sezione di Roma di Italia Nostra – roma@italianostra.org


Motivazione della scelta: 
Villa Ada è il secondo più grande parco pubblico di Roma dopo Villa Doria Pamphilj. Ospita numerosi edifici neoclassici, tra i quali la Villa Reale (attualmente in uso alle Legazioni diplomatiche egiziane in Italia). È collocata nella zona settentrionale della città, a nord-ovest della via Salaria, nel quartiere Parioli.

Oltre alla Villa Reale, il parco oggi si presenta dotato di numerosi edifici neoclassici ed eclettici, quali il Tempio di Flora, la Villa Polissena, lo Chalet svizzero, la Torre Gotica e le Scuderie Reali.

La Villa e il suo parco fu acquistata dai Savoia nel 1872: Vittorio Emanuele II ne amava il vasto parco, acquistò altri terreni per ingrandire la tenuta fino ai 180 ettari attuali e vi fece realizzare lavori per migliorarne la funzionalità e facendo costruire degli edifici di utilità, come le Scuderie.

La villa è diventata nel 1946, con la proclamazione della Repubblica, quasi integralmente patrimonio pubblico. Il grande parco è caratterizzato da boschi di lecci, querce da sughero, pinete e prati, secondo la tradizionale configurazione irregolare del giardino all’inglese.

Il complesso delle Scuderie Reali dentro la villa comunale, doveva ospitare parte dell’altrettanto grande collezione di giocattoli che l’amministrazione comprò agli ultimi tempi della giunta Veltroni. Il museo, poi, con la giunta Alemanno, non si fece più, in quanto venne considerato un costo eccessivo. Doveva essere uno spazio su tre piani con aree per eventi, bar, ristoranti.

Oggi in mancanza di altri progetti di utilizzo, l’edificio è in completo stato di abbandono.

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