Italia Nostra

Data: 2 Dicembre 2010

Parco Nazionale del Circeo: Lago di Paola e il Ponte Rosso

La sezione di Latina di Italia Nostra  esprime soddisfazione per gli sviluppi che ha preso la vicenda del cosidetto Ponte Rosso, nel Canale Romano che collega il Lago di Paola con il mare.

Infatti con decreto in data 14 settembre 2010, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) ha definitivamente confermato la natura di “bene culturale” del Ponte Rosso.

Tale procedura era iniziata con la comunicazione del 22 febbraio 2010 dello stesso Ministero, con la quale era stato avviato il procedimento diretto a sottoporre a tutela la struttura situata sul canale di collegamento tra il Lago di Paola e il Mar Tirreno.

Il Decreto riporta una relazione storico-artistica della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici che evidenzia l’importanza culturale della struttura, inserita in un contesto produttivo, quello della coltivazione del pesce tramite la vallicoltura, sviluppato presso il Lago di Paola dalla Reverenda Camera Apostolica sin dal 1721.

Nel Canale romano, per il quale studi molto recenti hanno confermato essere stato realizzato in  periodo  augusteo, sono state realizzate due chiuse: una più interna, a tre arcate, detta “delle Cateratte” o “Ponte Rosso”, edificata nel XVIII secolo e la seconda presso la foce a mare, edificata  nel XIX secolo e successivamente denominata “Ponte della Memoria”; quest’ultima chiusa è stata demolita, con un atto di assoluta arroganza, nel 2004, causando, peraltro, gravi danni allo stesso Canale romano.

La manovra delle paratoie inserite in tali manufatti risultava determinante per regolare la velocità del flusso delle acque dal mare verso il lago e viceversa, in relazione alle maree, ed alla necessità di trattenere i pesci.

Nelle seconda guerra mondiale tutta l’area fu sottoposta a bombardamenti che danneggiarono le opere fin qui descritte. In particolare venne distrutto il ponte verso mare, mentre risultava solo danneggiato quello più interno. Negli anni ’50 il Ponte della Memoria venne integralmente ricostruito secondo il disegno originario, mentre quello più interno, ancora in piedi dopo gli eventi bellici, come da foto di archivio e da quelle scattate nei voli della RAF, venne risistemato con una “rifoderatura” delle antiche murature e con la ricostruzione della parte superiore, la cosidetta Casa del Guardapasso.

Quindi è senz’altro vero che quello che è giunto fino a noi non è il monumento originale, ma è altrettanto vero che il manufatto che oggi vediamo è ormai storicizzato ed è entrato nella memoria collettiva, anche se taluno lo ha definito, a nostro parere impropriamente, un “falso storico”, o peggio, “una orrenda superfetazione”.

Inoltre è da stigmatizzare il comportamento dell’Amministrazione Provinciale di Latina e del Comune di Sabaudia, i quali hanno proposto ricorso avverso il decreto di vincolo, con la pretestuosa motivazione che tale vincolo è “calato dall’alto”.

Ma desideriamo cogliere questa occasione per allargare il discorso ai continui  attacchi che da più parti subisce il Parco Nazionale del Circeo.

La Sezione di Latina è intervenuta più volte in difesa del Parco, con documenti, mozioni e convegni.

Il primo documento è datato 1970; in tempi più recenti occorre ricordare il documento redatto nel luglio 2003, la mozione presentata ed approvata al Convegno Nazionale dei Soci di ITALIA NOSTRA il 22 e 23 maggio 2004 (Roma – Campidoglio), il Convegno di Fogliano tenuto il 22 giugno 2007, che ha prodotto il documento redatto nel settembre 2007, oltre ad altri documenti su temi settoriali.

In tutte le occasioni citate sono state evidenziate le problematiche dell’area, sottoposto a pressioni che potrebbero minacciare la sua identità o addirittura la sua stessa esistenza.

Il Parco, sembra nelle condizioni di far fronte a tali attacchi, grazie soprattutto ai suoi attuali organismi direttivi, entrati finalmente, dopo un periodo di “rodaggio”, nel pieno delle loro funzioni, in una fase estremamente delicata, nella quale si stanno delineando i futuri sviluppi, con la redazione del Piano di Assetto del Parco.

Ci riferiamo sopratutto al tentativo di ripristino della navigazione a motore nel Lago di Paola, con una ordinanza del Sindaco di Sabaudia, ordinanza annullata con decreto prefettizio; nonché alla presentazione, per iniziativa dell’Amministrazione Provinciale di Latina. di un progetto preliminare denominato: “Programma di riqualificazione e fruizione sostenibile del Lago e del Canale di Paola – Comune di Sabaudia”, nel quale si prevedeva proprio la demolizione del Ponte Rosso, ma per il quale all’Ente Parco non è mai stato inviato formalmente alcun progetto con richiesta di nulla osta.

Tali provvedimenti in realtà nascondono il malcelato tentativo di realizzare un porto turistico nel Lago di Paola, utilizzando strumentalmente il problema “reale” dello sbocco a mare dei Cantieri Rizzardi.

Ci riferiamo, inoltre, ai tentativi di delegittimazione del Presidente e del Direttore dell’Ente Parco, portati avanti con una mozione, presentata al Consiglio Comunale di Sabaudia  dalla maggioranza che governa il Comune, nella quale si lamentano alcune presunte inadempienze da parte del Consiglio Direttivo dell’Ente  Parco.

La mozione, contestata anche dal Ministro per l’Ambiente, unico competente per la nomina del Presidente e quindi per una sua eventuale rimozione, è stata discussa in una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, tenuta in data 13.05.2010, e, come era prevedibile, si è rivelata un flop totale.

Questo episodio, a prescindere  dalla sua conclusione, non deve essere sottovalutato; è un sintomo del clima avverso, di astio, che si è creato ad arte attorno al Parco Nazionale del Circeo e si aggiunge ad altri attacchi, divenuti ormai quasi quotidiani, avanzando preoccupanti progetti di “valorizzazione” del Parco Nazionale del Circeo, ed in particolare del Lago di Paola, valorizzazione che troppe volte è stata espressa in nome di un malinteso “sviluppo economico e sociale”, ottenendo alla fine effetti devastanti.

Di contro occorre mettere in rilievo la posizione assunta dal Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, la quale, nel corso di alcune sue  visite a Sabaudia, ha preso posizione chiara e netta su molti aspetti, in particolare sulla navigazione nel lago, sconfessando il Presidente della Provincia di Latina, Cusani; inoltre il Ministro stesso si è resa protagonista di un accordo con la Regione Lazio, per la delocalizzazione dei Cantieri Rizzardi a Terracina; purtroppo, con il cambio di Giunta Regionale, tale accordo fino ad oggi è rimasto lettera morta ed il grave problema dello sviluppo dei Cantieri aspetta ancora una soluzione, che non potrà certamente essere quella di giungere al mare attraverso il Canale Romano.

Si precisa che l’esclusiva competenza dell’Ente Parco a disciplinare le attività esercitabili nelle aree protette, oltre a quella relativa all’emanazione degli strumenti di regolamentazione e pianificazione (il Regolamento del Parco e il Piano di assetto del Parco), è espressamente prevista, sia nella Legge istitutiva del Parco Nazionale del Circeo, sia nella Legge Quadro sulle aree protette, la n. 394/91.

Vale la pena rammentare, a quanti lo hanno dimenticato, che, in occasione dell’approvazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Sabaudia, la relativa Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, la n. 2272 del 6 agosto 1974, è stata annullata, su ricorso del Ministero per l’Agricoltura e Foreste, addirittura dalla Corte Costituzionale (!), con sentenza n. 175 del 12 luglio 1976, con la motivazione che le previsioni, per i territori inclusi nei confini del Parco, erano state effettuate dal Comune senza il preventivo accordo con il Parco stesso; dopo una consultazione tra Comune e Parco, il P. R. G. veniva riapprovato con D. G. R. n.  3729  del 2 agosto 1977.

Negli ultimi tempi il clima nei rapporti tra Ente Parco ed altre Istituzioni sembra sia leggermente migliorato; lo speriamo ardentemente, in ragione del fatto che, in questa ridda di sovrapposizioni e di appropriazioni (abusive) di competenze, chi ne fa le spese è il nostro territorio, minacciato e vilipeso in nome di un presunto e, come si diceva, malinteso sviluppo economico e sociale.

La Sezione di Latina di

Italia Nostra


Latina, dicembre 2010

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