Italia Nostra

Data: 30 Aprile 2021

Roma: Banchine del Tevere asfaltate

Antonio Cederna: “… Prioritaria è la salvaguardia dei Beni Culturali, Paesaggistici e Naturali. Tutto il resto viene dopo…..”

BANCHINE DEL TEVERE ASFALTATE: UN INSULTO ALLA CULTURA DI ROMA CAPITALE

Non c’è nessuna giustificazione né ci può essere alcuna assoluzione per la brutalità dell’intervento, dell’Assessorato alle Infrastrutture di Roma Capitale, per aver devastato le banchine del Lungotevere.

Le foto della striscia nera d’asfalto hanno fatto il “Giro d’Italia” e dovrebbero fare il giro del Mondo.

Il PTPR del Lazio, approvato il giorno del Natale di Roma, prevede all’articolo 9: “…parere vincolante della Soprintendenza e autorizzazione paesaggistica.

I ciclisti passavano sulle banchine semplicemente su un tracciato dipinto a terra che definiva il percorso ciclabile rispetto a quello pedonale. Così deve restare.

La banchina è pavimentata con sampietrini e definita con riquadri di marmo così come voluto da Giuseppe Garibaldi quando ha fatto progettare i Muraglioni e banchine del Tevere.

L’intervento di riqualificazione delle banchine, nel rispetto dei materiali costitutivi, sarebbe dovuto partire da lì, un grande progetto di messa in sicurezza delle banchine del Tevere, quindi, e non l’irricevibile colata d’asfalto.

Il Decreto Ministeriale del 30 novembre 1999, n. 557 non prevede in nessun punto la colata disomogenea e impattante di asfalto nero spalmato, attualmente, sulle banchine.

I cittadini che passeggiano lungo le banchine del Tevere sono di gran lunga superiori a quelli che le frequentano in bicicletta che in questo momento, però, sono il focus di Roma Capitale con il progetto GRAB.

Roma Capitale deve escludere la brutalizzazione delle aree più preziose, delicate e vincolate della città da un progetto di ciclabili che deve essere radicalmente rivisto.

Piste ciclabili si ma non in rotta di collisione con i Beni culturali.

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