Italia Nostra

Roma: continua la “telenovela” della Metro C

3 Settembre 2013

È chiaro che il Consorzio “Metro C” non voglia accettare le garanzie chieste dal Sindaco

È sempre più evidente che non possono essere date garanzie certe ai cittadini sui tempi, i costi e i rischi archeologici non solo del tratto San Giovanni – Colosseo – Piazza Venezia, ma anche sicuramente sul proseguimento del progetto come previsto in origine. Oggi si fa l’ipotesi di fermare la metro a Piazza Venezia. Ma a chi servirebbe tale decisione che, tra l’altro, non diminuirebbe certo gli enormi costi del tratto in questione che non vengono certo coperti dallo stanziamento votato nel Decreto Del Fare.

Italia Nostra ribadisce l’urgenza dell’avvio del procedimento di VIA dovuto per legge che, tra l’altro, potrebbe prevedere una variante del percorso verso il Circo Massimo molto meno costosa, meno invasiva e più funzionale.

Nell’attuale situazione, ben poco trasparente, sulla futura cantierizzazione della Metro C al Colosseo, le polemiche sul pro o il contro la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali non tengono conto, stranamente, di questo problema che occuperà per più di 10 anni l’intera zona con scavi, enormi gru, camion in arrivo e in partenza ecc. E oggi sono arrivati i ponteggi per il restauro del Colosseo che dovrebbero durare fino al 2016.

Info: 338.1137155

___________________________________________________________________________________________

News precedente

Comunicato del 30.08.2013: “Metro C, rotto il muro del silenzio”

Oggi, finalmente, alcuni articoli hanno iniziato a rompere la congiura del silenzio che impediva di far conoscere ai cittadini cosa nasconde la vicenda della Metro C. Il problema occupazionale non può impedire che siano rese subito pubbliche tutte le criticità economiche, progettuali e archeologiche che impongono a comune, regione e stato le verifiche sulla reale possibilità di proseguire con l’attuale progetto.

Italia Nostra da tempo chiede queste verifiche senza mai ricevere alcuna risposta, ma anzi venendo accusata, ingiustamente, di non volere la metro C quando invece cinque anni prima del Giubileo 2000 aveva chiesto di scegliere il sistema moderno attuato poi a Torino. L’associazione ha inviato allora le osservazioni al procedimento della VIA regionale segnalando i gravissimi rischi del progetto, chiedendo di modificarne la tecnologia per una maggior tutela dei monumenti ottenendo un totale rigetto.

Oggi la situazione si sta rivelando sempre più inaccettabile con modifiche sostanziali dei tracciati, dei tempi, dei costi che non hanno avuto nessuna verifica attraverso una nuova VIA (Valutazione Impatto Ambientale) atto dovuto visto il valore e la fragilità delle aree interessate. Lo stesso Colosseo sarà interessato dallo scavo da un pozzo di aereazione ai suoi confini e da altri interventi sotterranei che possono alterarne le condizioni statiche. Sono stati svolti tutti gli studi di verifica necessari a garantirne la sicurezza?

Anche questo dovrebbe far parte di un nuovo procedimento di VIA che permetterebbe, tra l’altro, la possibilità di potere intervenire ad associazioni e comitati di cittadini che finora non hanno avuto mai ascolto e attenzione da Comune e Regione. Italia Nostra spera che il Sindaco Marino prosegua nel volerci vedere chiaro e non ceda alle forti pressioni che sta ricevendo in questi giorni purtroppo anche da parte di un sindacato che dovrebbe aiutare a ottenere piena trasparenza sul futuro del progetto proprio per salvare i posti di lavoro.