Italia Nostra

Alberi: non è vero che il “doppio” compensa. E’ un debito verde che pagheremo per 30 anni

11 Agosto 2026

La dichiarazione diffusa nei giorni scorsi secondo cui “sono stati piantati il doppio degli alberi espiantati” offende l’intelligenza dei cittadini e la scienza forestale urbana.

I numeri sono semplici e non sono opinabili.

Secondo i dati del Comune, sono stati espiantati circa *30.000 alberi*. Ne sono stati piantati circa *60.000*.

Il problema è che il rapporto non è 2 a 1. È 1 a 100.

(Per sostituire un albero adulto di 40-50 anni con nuovi esemplari appena piantati non basta un rapporto numerico di 1 a 1. Dal punto di vista ecologico, per compensare il valore di una singola pianta matura servono da 30 a oltre 150 alberi appena piantati. questa la risposta neutra di internet)

Un albero adulto di 20-30 anni fornisce ombra, assorbe CO2, raffredda le strade, trattiene polveri sottili e ospita biodiversità in una misura che un alberello di 5 anni non potrà eguagliare per almeno due decenni.

Facendo un calcolo conservativo medio:

*30.000 alberi adulti x 100 = 3.000.000 unità di valore arboreo*

*60.000 alberelli x 1 = 60.000 unità di valore arboreo*

*Saldo: – 2.940.000 unità di valore arboreo*

Non si tratta di “percezione” o di “irriconoscenza del popolo”, come sostengono alcuni consulenti. Si tratta di ignoranza politica e tecnica nel raccontare un danno reale.

Italia Nostra non è contraria … a prescindere. Le opere pubbliche servono. Ma non si può vendere un taglio come una vittoria ambientale.

Chiediamo al Sindaco Gualtieri e all’Amministrazione:

  1. Trasparenza sui tempi: dire chiaramente ai cittadini che l’equilibrio ambientale verrà recuperato non prima del 2055-2060.
  2. Tutela del patrimonio esistente: espianto e reimpianto degli alberi adulti quando possibile, non solo abbattimento.
  3. Manutenzione garantita: i 60.000 nuovi alberi hanno bisogno di cure per 5 anni. Senza irrigazione e controllo, il 40% morirà nei primi 3 anni e il deficit sarà ancora più grande.
  4. Basta con la comunicazione ad mentula canis: smetterla di giustificare i danni con slogan aritmetici.

Roma non ha bisogno di slogan. Ha bisogno di alberi veri, oggi. E di amministratori che abbiano il coraggio di dire la verità: stiamo facendo un’opera necessaria, ma stiamo anche contraendo un debito ecologico con le generazioni future.