Da tempo il verde urbano delle Ville Storiche d Roma e le grandi vie alberate sembrano cadute in un distratto disinteresse che talvolta sfocia in follia distruttiva. Parliamo di Villa Ada, Villa Sciarra, Villa Glori, del Pincio, siti che racchiudono testimonianze importanti della storia della Capitale, ed anche di viali unici, quali Viale Liegi, Viale Parioli, Viale Regina Margherita, Via Nomentana etc. Tutti esempi dove la mano dell’uomo ha colpito duro, spesso alterando le strutture originali e modificando giardini ideati e realizzati secondo una logica di “urbanistica verde” andata ormai perduta.
Ultimo atto, ma solo in ordine di tempo, l’abbattimento di 7 pini, del tutto sani, sul lato sudovest della Stazione Termini, frutto di una progettazione, a cura delle Ferrovie dello Stato e di Anas, che in occasione del Giubileo cambierà completamente lo spazio tra la Stazione e Piazza Esedra, in pratica la porta di ingresso alla Città per chi sceglie di viaggiare in treno. I pini abbattuti e quelli da abbattere saranno sostituiti da un complesso di alberi che non sembrano avere una idea logica ed unitaria. Quelli che restano, floridi e maturi, sono dunque a forte rischio.
Un rischio per scongiurare il quale, Italia Nostra Roma, ha inviato una lettera alla Soprintendente Daniela Porro, “scongiurandola” di intervenire per salvare gli ultimi pini rimasti.
Oreste Rutigliano, Presidente di Italia Nostra Roma, ricorda che in una fase di riscaldamento climatico e di inquinamento come quella che stiamo vivendo, ogni albero adulto e sano è un tesoro che va salvaguardato, per il bene che rende alla comunità.
“Se ci fosse stata una consultazione- fa notare Italia Nostra avremmo espresso con forza una nostra posizione a favore non solo dei pini residui, ma di tutti quelli che ornano o ornavano quei luoghi”.
Roma e i suoi abitanti hanno bisogno dei loro pini. Già troppi guasti sono stati compiuti nell’indifferenza generale dovuta al silenzio ed alla scarsa informazione.






