Sospeso il bando per dare ai privati la gestione per 20 anni della vasta area del Teatro di Marcello, del Portico d’Ottavia e dell’area di Monte Savello. Si ringrazia per il Comunicato stampa ufficiale della Giunta Capitolina, ma in particolare a Italia Nostra è piaciuto molto il Tweet del Sindaco:
“Sospeso il bando di gara per la concessione a un soggetto esterno del Teatro di Marcello. Gli spazi di Roma e dei romani restino alla città”. È un messaggio che fa ben sperare anche per la decisione definitiva che avverrà fra ben 120 giorni.
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News precedenti
Sindaco Marino e Assessore Barca fermate il bando del Teatro Marcello (news del 29.07.2013)
APPELLO AL SINDACO IGNAZIO MARINO E ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA DI ROMA, FLAVIA BARCA: FERMATE IL BANDO DI SVENDITA AI PRIVATI DI UNA DELLE PIU’ IMPORTANTI AREE ARCHEOLOGICHE DEL CENTRO STORICO CHE COMPRENDE: IL TEATRO DI MARCELLO, IL PORTICO D’OTTAVIA, IL TEMPIO D’APOLLO SOSIANO E DI BELLONA E L’AREA DI MONTE SAVELLO.
Mercoledì 31 prossimo scadranno i termini del bando che la precedente Giunta Alemanno ha indetto per concedere in uso ai privati una delle più importanti aree archeologiche del centro storico di Roma che è di pertinenza della Sovaintendenza Capitolina. La concessione ai privati è ben di 20 anni. Nel bando non risultano garanzie di verifica e monitoraggio della gestione nonostante l’area sia vasta e complessa e i monumenti all’interno diversi per tipologia. Il bando prevede addirittura la possibilità di subappalti. La concessione o vendita ai privati di edifici e aree di pregio di proprietà pubblica ha numerosi esempi di trasformazioni abusive o addirittura autorizzate che ne hanno compromesso i valori. Valgano per tutti gli esempi di quanto avvenuto alla Casina Valadier e al piazzale e alla collina delle Muse. Il Sindaco Ignazio Marino e il suo Assessore alla Cultura e alla Sovrintendenza comunale, Flavia Barca possono intervenire e fermare subito il bando ridando alla città e ai suoi cittadini (mai consultati) il pieno potere sul loro patrimonio archeologico che non possono perdere per ben venti anni che poi, naturalmente, saranno prorogati per sempre. Quest’area e questi monumenti dovranno poi essere valorizzati come meritano e come è possibile. Il FAI lo dimostra continuamente. Fino ad oggi sono stati trascurati colpevolmente da amministrazioni che non hanno saputo studiare gestioni di alto livello culturale che danno poi anche un ritorno economico.
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