Italia Nostra

Data: 15 Ottobre 2012

Sistema dei parchi e delle aree protette del Lazio

Nel corso degli anni le Regioni hanno avuto la necessità, dopo l’entrata in vigore della legge Nazionale sui Parchi – n. 394 del 1991 – di adeguare le leggi regionali alle nuove direttive nazionali.

Innanzitutto creare un Sistema di Parchi e Riserve a livello di regionale che prevedesse un coordinamento ed una gestione unitaria della politica dei Parchi, con direttive omogenee sui Piani, sui Regolamenti, sul Personale e sulle Politiche di gestione e per istituire nuove aree protette che completassero il quadro conservativo di altri importanti ecosistemi e realtà necessarie di tutela. Nel Lazio per adempiere a questa esigenza si sono coordinate tra loro in particolare Italia Nostra e il WWF, che hanno partecipato ai gruppi di lavoro istituiti dall’Assessorato alla Programmazione della Regione. In particolare la Sezione di Roma di Italia Nostra elaborò all’epoca la “Mappa delle Aree irrinunciabili di Roma e dell’Area Metropolitana” che servì a dotare la capitale del suo sistema di aree protette (circa 16.000 ettari compresa la riserva marina delle Secche di Tor Paterno); sistema inserito nella legge regionale n. 29 del 1997, “Norme in materia di aree naturali protette regionali”.

Attualmente le aree protette della regione Lazio, tra Parchi e Riserve Naturali sono 54.

La legge regionale affidava la gestione ad Enti regionali con Consigli direttivi nei quali vi erano anche rappresentanti delle associazioni ambientaliste. La particolarità della legge regionale è quella di affidare le aree naturali protette del Comune di Roma ad un unico Ente denominato “Roma Natura”. Attualmente la situazione istituzionale dei parchi della Regione Lazio è molto grave. Oltre ad averli commissariati fin dal momento del suo insediamento, la Giunta Polverini ha fatto sostanziosi tagli di finanziamenti, mentre nelle Commissioni ed in Consiglio Regionale sono state consegnate nuove proposte di legge per cambiare i confini delle aree protette e diminuirne le tutele.

Emblematico è il caso della riserva naturale di Decima Malafede. All’interno di questa zona sono comprese le più grandi aree boschive dell’Agro Romano e costituiscono una delle maggiori foreste planiziali del Mediterraneo. L’area conserva ben 800 specie vegetali, nonostante sia inserita in un ambiente fortemente antropizzato. Compresa tra il GRA, nel comune di Roma, la via Pontina, la via Laurentina e il Comune di Pomezia e ai confini con la straordinaria tenuta del Presidente di Castelporziano, è un esempio di area protetta dove si stanno progettando pesanti interventi compromissori. Il nuovo tracciato della Pontina, la nuova bretella, denominata “GRA bis” – autostrada che da Tor de’ Cenci si immette nell’A1–San Cesareo. Quest’ultima devasterà parte del territorio agricolo di Decima, ma anche quello, preziosissimo del Parco dell’Appia Antica, che attraverserà con un faraonico tunnel, ma che deturperà il pregiato paesaggio con la fuoriuscita di svincoli a raso. Per Decima però non finisce così. Si prevede di aprire una delle discariche permanenti di Roma, in località Solfatara! Le aree naturali protette del Lazio come luogo destinato ad essere continuamente aggredito da progetti sconsiderati e distruttivi. Luoghi sgombri da sfruttare per qualsiasi necessità, come quella progettata nel parco regionale urbano di Aguzzano dove si vuole costruire un piccolo carcere all’interno di un vecchio casale, alzando intorno un muro di quattro metri!

Per fortuna oggi si va a nuove elezioni e diventa essenziale per Italia Nostra prevedere un forte impegno per riaffermare l’importanza della tutela di queste preziosissime aree, ma anche rilanciare la valorizzazione culturale ed economica di questi comprensori di pregio dove va proposto a livello internazionale quel tipo di turismo sempre più richiesto per chi vuole vivere l’ambiente.

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