Italia Nostra

Data: 1 Dicembre 2014

Alluvioni e irritazione (per essere gentili)

di Annamaria Castellano – Presidente della Sezione del Tigullio

Poi uno si irrita. Diciamo che le alluvioni a Genova e Chiavari sono recenti; diciamo che ci sono ancora cumuli enormi di cataste di roba buttata; diciamo che dopo aver visto bene la situazione affluenti del Rupinaro c’è da stupirsi che non sia andata molto peggio. Diciamo tante altre cose. Quante belle parole alluvionate. Discorsi e promesse di circostanza.

S.Salvatore – materiale alluvionato

S.Salvatore – materiale alluvionato

E cosa si legge sui giornali di questi giorni? Che il Comune di Genova sarebbe propenso ad andare avanti per il posteggio sotterraneo di Bosco pelato, contro il quale si sta battendo da tempo la sez. di IN con comitati locali; che il medesimo Comune vuole rivedere le fasce del Pdb per permettere l’operazione ex-officine Guglielmetti, un tempo per la manutenzione mezzi pubblici, a un tiro di sasso dal Bisagno, in cui dovrebbero sorgere un albergo e un centro commerciale.

Sempre a Genova una mezza rivolta popolare per un silos multipiano approvato nel bacino del Bisagno, a Borgoratti, via Cadighiara, dove lo smottamento di un muro, minimizzato dai progettisti, ha scatenato timori per tutto quello che sta sopra, palazzoni, alla base dei quali si scaverebbe. Che lo smottamento a Campomorone (GE) sulla via di collegamento al cantiere del terzo valico ha costretto allo sgombero di una casa che sorge, udite, sopra un rio tombinato. Del Comune di Chiavari che aveva presentato la SUA  nel bacino del Rupinaro abbiamo già detto (leggete le osservazioni sul sito). Ma si può ripetere: un nuovo complesso di 8 palazzine su una collina prospiciente il torrente, per arrivarci strada che taglierebbe 4 volte un rio in parte tombinato. Facendo un sopralluogo ho scoperto che anche sulla tombinatura di questo rio sorge una casa; mentre poco lontano un rio senza nome passa sotto la strada con un pertugio ingombro di detriti e accanto sta sorgendo un condominio.

Chiavari – rio innominato affluente del torrente Rupinaro

Chiavari – rio innominato affluente del torrente Rupinaro

Chiavari, sbocco, tombinato, del rio Bona, affluente del Rupinaro

Chiavari, sbocco, tombinato, del rio Bona, affluente del Rupinaro

 

La nuova sede della Croce Rossa di S.Salvatore di Cogorno è stata costruita in zona esondabile; il vicino eliporto, mai usato perchè c’è a breve distanza, più comodo ed efficiente, un eliporto sul tetto dell’ospedale di Lavagna, è praticamente sul greto dell’Entella. Poco più a monte, sempre in zona rossa, è in costruzione il “Superbasko” – inondato.

fiume Entella a s.Salvatore: vicino al ponte, superbasko in costruzione

fiume Entella a S.Salvatore: vicino al ponte, Superbasko in costruzione

L’assessore ai lavori pubblici e protezione civile del Comune di Genova ha dichiarato: “Vi sono evidentemente situazioni sottoterra da scoperchiare e risolvere” (Corriere Mercantile 27 novembre 14). Ma ci pigliano per scemi?

torrente Lavagna (affluente dell’Entella) area industriale accanto ad aree agrarie e serre

torrente Lavagna (affluente dell’Entella) area industriale accanto ad aree agrarie e serre

Quando sento parlare di “messa in sicurezza” progetti e stanziamenti, mi vengono le bolle. Quello che propongono è in genere: dragaggio dei fiumi; pulizia dell’alveo: intendendosi non la rimozione di detriti e fetenzie, ma la sparizione di ogni forma vegetale, fino a rendere letto e sponde come una tavola da biliardo. La vegetazione è “sporca”, gli insediamenti “puliti”? Oppure e contemporaneamente, argini megalitici o muraglioni in cemento, il fiume diventa un canale e la sicurezza consiste generalmente in un cambio di classificazione delle aree “sicure” da rosse a gialle, per cui ci si può costruire.

Come ho già detto più volte (anche in occasione della presentazione del lavoro sui tombinamenti dei fiumi ), non è nostro compito occuparci delle situazioni e della mitigazione dei rischi. Ma una gestione rispettosa dell’ambiente, delle caratteristiche del territorio, dei fenomeni naturali, porta con sè la mitigazione del rischio.

Mai che la sicurezza consista nel liberare i fiumi e disfare il malfatto. Cioè, quasi mai…

Lapide nel padule di Fucecchio di Cosimo I Medici, figlio di Giovanni dalle Bande Nere 1549 (dal libro “Storia della natura d’Italia” di Fulco Pratesi, ed. Riuniti 2001)

Lapide nel padule di Fucecchio di Cosimo I Medici, figlio di Giovanni dalle Bande Nere
1549 (dal libro “Storia della natura d’Italia” di Fulco Pratesi, ed. Riuniti 2001)

 

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