Indirizzo/Località: Corso Italia – Genova
Tipologia generale: architettura religiosa
Tipologia specifica: abbazia
Configurazione strutturale: dopo numerosi passaggi di tipo immobiliare e varie vicende urbanistiche del secolo scorso – che stravolsero tutta l’area con la creazione della strada a mare oggi Corso Italia – l’abbazia è stata recentemente restaurata mentre la chiesa è in pessime condizioni
Epoca di costruzione: un primo nucleo dell’abbazia di San Giuliano venne fondato nel XIII secolo dai frati minori conventuali che all’inizio del Quattrocento passarono la loro proprietà ai monaci benedettini. Massima espansione nel XVII secolo
Comprende: abazia e chiesa
Uso attuale: la chiesa è oggi sconsacrata con progetti di farne un’area espositiva, mentre per l’abazia i monaci hanno chiesto alla Soprintendenza di poter realizzare alcuni piccoli appartamenti nella loro parte di proprietà per finanziare il restauro della chiesa.
Uso storico: intero bene utilizzato ad uso religioso, solo a seguito della confisca del 1798, la chiesa ospitò fino al 1842 una fabbrica di biacca
Condizione giuridica: bene privato, proprietà dei monaci Benedettini
Segnalazione: settembre 2016 – segnalazione della Sezione di Genova di Italia Nostra – italianostra.genova@libero.it; genova@italianostra.org
Motivazione della scelta
Un primo nucleo dell’abbazia di San Giuliano venne fondato nel XIII secolo dai frati minori conventuali, che all’inizio del Quattrocento passarono la loro proprietà ai monaci benedettini. Massima espansione dell’abbazia si ebbe nel XVII secolo, mentre cominciò a decadere ed assumere sempre meno importanza a partire dalla fine del 1700.
Un documento del 1282 (Archivio di Stato di Genova) attesta l’esistenza della Chiesa, che è sicuramente la parte più antica del complesso abbaziale. Fu restaurata nel 1470, quando venne aggiunto un presbiterio e fu rifatto l’altare; intorno al 1500 vennero costruite la Cappella Adorno nel lato della chiesa adiacente il convento, altre cappelle sul lato mare e il coro. A seguito della confisca del 1798, la chiesa ospitò fino al 1842 una fabbrica di biacca. Nel 1892 iniziarono lavori di restauro, poi ripresi nel 1897, quando venne eliminato il più possibile lo strato di calce dalla volta e dalle pareti del presbiterio, permettendo alle decorazioni precedenti di venire alla luce. All’esterno, la chiesa e il monastero vennero decorati con liste bianche e nere. Fino agli anni settanta del ‘900 i monaci benedettini hanno utilizzato la chiesa, oggi sconsacrata e in pessime condizioni.
Dopo numerosi passaggi di tipo immobiliare e varie vicende urbanistiche del secolo scorso che stravolsero tutta l’area con la creazione della strada a mare, oggi Corso Italia, solo nel 1999 il complesso, chiesa esclusa, viene consegnato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Liguria ne inizia il restauro, che è oggi completato. Attualmente la chiesa non è fruibile.
I monaci hanno chiesto alla Soprintendenza di poter realizzare alcuni piccoli appartamenti nella loro parte di proprietà, per finanziare così il recupero della chiesa e destinarla ad un riutilizzo come contenitore espositivo o come sala convegni. La Soprintendenza è contraria, ma ritiene “legittima” la richiesta. E’ evidente il rischio di perdita dell’unitarietà di questo notevole complesso abbaziale se verranno inseriti elementi del tutto incongrui.
Si segnala inoltre l’uso indiscriminato dell’area in concessione di lungomare Lombardo, strada di accesso anche alla chiesa di san Giuliano, in cui le strutture di stabilimenti balneari permanenti hanno completamente chiuso l’accesso al mare e ne impediscono anche la vista.





