“Ancora 50 anni di automobili, ecco come debellare l’inquinamento con politiche di mobilità intelligenti”
“Il traffico automobilistico – dichiara il presidente della sezione di Genova Andrea Bignone – non è la prima causa dell’inquinamento atmosferico, lo precedono il riscaldamento domestico e le emissioni delle navi in porto. Ciò non toglie che sia necessario fare una rivoluzione copernicana delle politiche di mobilità urbana, pianificandola all’interno del Puc, privilegiando il servizio pubblico, favorendo zone a 30 km/h, prendendo atto che Genova ha centri storici multipli, realizzando barriere verdi sulle maggiori direttrici e costruendo sistemi di risalita come quelli realizzati a Genova nel passato”.
Inutile concentrarsi sugli effetti dell’inquinamento atmosferico, bisogna puntare sulle cause, e fra queste il cosiddetto ‘traffico automobilistico’ (espressione che dovrebbe essere superata) non è la principale. Ma in ogni caso è una delle cause, e il problema della mobilità urbana (ecco la giusta espressione di chi guarda al futuro) deve essere affrontato e risolto con una rivoluzione copernicana delle politiche che la governano. E’ questa la posizione espressa da Italia Nostra, nella persona del presidente della sezione di Genova Andrea Bignone, durante l’audizione di questa mattina presso la commissione urbanistica del Comune di Genova in merito al tema di attualità ‘smog/inquinamento atmosferico/traffico’.
“Il titolo dell’ordinanza antismog del Sindaco di Genova, ha esordito Bignone – individua come cause dell’inquinamento atmosferico in città (o più che cause capri espiatori) alcune tipologie di autoveicoli e motoveicoli. Ma delle cause vere ci si è mai occupati seriamente? L’impressione è che fino ad oggi non ci si sia concentrati tanto sulle cause, che vanno approfonditamente indagate, quanto sugli effetti, che per loro natura sono variabili, soggetti a vari fattori: uno di questi fattori, in una città come Genova, è il vento, che può spostare gli inquinanti lontano dal centro abitato, verso il mare, dando l’impressione sbagliata che il problema sia risolto… (continua a leggere il comunicato)



