Italia Nostra

Data: 30 Settembre 2022

Alleanza Associazioni Ambientaliste Marchigiane: l’aggressione alla montagna non si ferma

Sono due anni che si è insediata a Palazzo Raffello la nuova Giunta di centro destra, ma nulla è cambiato sulla gestione delle aree interne. L’aggressione all’Appennino continua con nuove risorse pubbliche a fondo perduto che saranno destinate al potenziamento ed ammodernamento di impianti di risalita, alla realizzazione e ampliamento di piste da sci, ad impianti per neve artificiale, alla manutenzione straordinaria di impianti di risalita esistenti ed altro ancora. La Giunta regionale con una delibera dello scorso 5 settembre ha destinato ben 2.280.000 euro, per le annualità 2022-2023-2024, ad un bando a favore di soggetti pubblici e privati “per promuovere lo sviluppo delle zone montane delle Marche, in particolare dei comprensori sciistici”. Incurante dei recenti eventi climatici la Giunta regionale continua, come la precedente, a sperperare fondi per potenziare e far sopravvivere uno sport che nella maggioranza delle località sciistiche marchigiane non ha futuro, a causa dell’aumento delle temperature invernali che rendono non conveniente, a livello economico, il mantenimento di impianti ad altitudini inferiori a 1700 metri e a poche decine di km dal mare. I comprensori sciistici come quello di Carpegna, del Monte Nerone, del Monte Catria, dei Sibillini drenano risorse pubbliche senza restituire nulla al territorio in termini di aumento di posti di lavoro, crescita del turismo, miglioramento della qualità della vita.

Queste montagne, proprio perché custodiscono ambienti ricchi di biodiversità, sono quello che ci resta di più naturale del territorio marchigiano e potrebbero essere vissute in maniera meno invasiva e devastante con attività sportive e ludiche che non lasciano segni indelebili e permanenti come lo sono le infrastrutture legate alla pratica dello sci da discesa. Ora alla luce della recente alluvione che ha interessato proprio il massiccio del Catria, chiediamo che le risorse destinate allo sfascio della montagna siano dirottate verso il ripristino dei servizi fondamentali per la vita delle popolazioni che hanno subito il devastante nubifragio.

Chiediamo che anche i fondi destinati alla costruzione del lago di innevamento artificiale a 1400 m di quota per le piste da sci del Monte Acuto siano revocati ed impiegati per rimuove le numerose frane che hanno ostruito le strade nei territori di Serra S. Abbondio, Cantiano e Frontone.

Una riflessione va inoltre fatta sulla opportunità di riaprire e mettere in sicurezza tutte le strade che salgono in quota, considerando il loro costo di manutenzione in rapporto alle necessità rappresentate dall’allevamento e dall’attività escursionistica.

Relativamente agli effetti disastrosi provocati dalla “bomba” d’acqua del 15 settembre le scriventi associazioni stanno conducendo delle indagini attraverso professionisti qualificati per capire quanto hanno influito le nuove piste da sci sul versante nord est del Monte Acuto nell’incremento dei fenomeni franosi, fra i quali quello che ha sepolto il ristorante “Il Mandrale”.

Chiediamo infine alla Giunta regionale, ed in particolare all’Assessore Baldelli, un confronto pubblico e un tavolo permanente di discussione sulle politiche di investimento per rilancio delle zone montane, affinché le scelte siano condivise con i cittadini, siano essi residenti che fruitori.

L’ALLEANZA DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE MARCHIGIANE: CAI, ENPA, FEDERAZIONE PRO NATURA, GRIG, ITALIA NOSTRA, LAC, LAV, LUPUS IN FABULA, SALVIAMO IL PAESAGGIO, WWF.

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