Italia Nostra

Data: 25 Luglio 2011

Amandola, Italia Nostra dice sì alla variante

Con la mobilità dolce si promuove il turismo a vantaggio dell’economia

Il rilancio di AMANDOLA con il RITORNO della FERROVIA

Italia Nostra dice sì alla variante, ma chiede la salvaguardia del tracciato ex F.A.A. nella zona montana

Ho letto sulla Stampa che il Sindaco di Amandola Giulio Saccuti non crede nella possibilità di ripristinare la ferrovia che per quasi cinquant’anni, dal 1908 al 1956, ha unito l’Adriatico ai Sibillini. Lo stesso Sindaco ritiene necessario “sacrificare” un tratto lungo circa 1 chilometro del tracciato della “Besenzanica” per una variante che la Provincia realizzerà per alleggerire il traffico nel centro storico, migliorando la viabilità complessiva del centro montano.

Invito sin d’ora l’Amministratore, il Presidente e l’Assessore ai Trasporti della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti e Renzo Offidani, il Presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini Massimo Marcaccio, il Presidente della Comunità Montana dei Sibillini Cesare Milani, il Presidente del GAL Fermano Michela Borri, il Presidente del COSIF Massimo Bertuzzi, il Presidente del Comitato cittadino per la difesa della vita in montagna Enrico Gasparri, e tutti gli altri Sindaci e soggetti interessati, ad un tavolo di concertazione per chiarire tutti gli aspetti legati a questo intervento, necessario, ma che deve essere attuato con una soluzione che raggiunga entrambi gli scopi: un reale decongestionamento del centro storico di Amandola, soprattutto per i mezzi pesanti, senza penalizzare la possibilità di riutilizzo del vecchio tracciato della linea ferroviaria per la mobilità dolce.

Mi appello al Sindaco Saccuti affinchè non perda questa opportunità, segno di apertura e di proiezione verso un futuro sostenibile, che qualifica e rilancia l’importante centro montano sotto l’aspetto culturale, storico e ambientale, e consente di entrare nella istituenda Rete Nazionale di Mobilità Dolce. La cittadina, porta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, diverrebbe un fiore all’occhiello e una tappa obbligata della Provincia. Sulla linea umbra Spoleto-Norcia questo lo hanno capito da tempo, e stanno molto avanti nel recupero per il tempo libero di quella infrastruttura.

Italia Nostra dal 1996, attraverso iniziative di alto livello (mostre, convegni, conferenze, dibattiti, ecc.), e con il coinvolgimento di autorità, personalità, amministratori, politici e cittadini, ha rispolverato il problema del recupero dell’antico collegamento su ferro. Tutti hanno sempre dimostrato vivo interesse per intervenire adeguatamente e riutilizzare a fini turistici le stazioni, i viadotti e i 57 km dell’intero tracciato.

Nel marzo 2008, quando l’Associazione ha organizzato la prima Giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate, i visitatori hanno percorso a piedi il tratto dalla stazione, in località Zoccolanti, fino al viadotto del Callugo, passando attraverso la chiesetta di Santa Maria a Piè D’Agello, dove si è svolto un concerto, e hanno potuto constatare, entusiasti, le peculiarità della linea.

Per il rilancio turistico, e quindi economico delle zone interne, a partire dai centri più importanti come Amandola, e dare la possibilità a singoli e gruppi organizzati italiani e stranieri di ciclisti, anziani, diversamente abili, studenti, è sempre più necessario creare itinerari protetti, ad alto contenuto paesaggistico.

E’ altresì importante che la Provincia di Fermo destini appropriati fondi per il miglioramento e l’adeguamento della SP n. 239 nel tratto Servigliano-Amandola, soprattutto nel versante montano.

Elvezio Serena

Presidente Italia Nostra, sezione del Fermano

 

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