Italia Nostra

Data: 9 Marzo 2012

Stazione Marittima di Ancona: una prima parziale vittoria…

Dopo due mesi di appelli e di articoli, finalmente, l’assessore regionale ai trasporti esce allo scoperto e contesta la veridicità della notizia che si voglia chiudere la Stazione Marittima. Italia Nostra e i mille firmatari della petizione pubblica si dovrebbero rallegrare per questa assicurazione che dovrebbe stare a significare come la Regione Marche abbia a cuore il trasporto pubblico su ferro, quello non inquinante per capirci.

Peccato che l’uscita dell’assessore regionale avvenga lo stesso giorno nel quale si apprende che dal 29 giugno al 3 settembre sono cancellati tutti i treni in arrivo ed in partenza dalla Stazione Marittima dalle ore 9 alle ore 17, come se d’estate non ci fosse movimento di pendolari, di passeggeri anche in altre ore ed un maggior afflusso di turisti italiani e stranieri diretti al porto.

Peccato che l’assessore regionale ai trasporti, pur riconoscendo l’importanza strategica della Stazione Marittima per la metropolitana di superficie, non assuma alcun impegno sui tempi di sua realizzazione.

Peccato che due mesi fa l’assessore e la giunta regionale abbiano chiuso definitivamente la Fano Urbino e che con l’estate saranno di nuovo sospesi i treni lunga la Fabriano-Pergola.

Peccato che non sia rilevabile nelle parole dell’assessore alcuna visione strategica per il futuro del trasporto pubblico su ferro, quello non inquinante, per la Regione Marche e non si impegni sulla realizzazione di una unica azienda regionale dei trasporti per razionalizzare le risorse economiche e rafforzare le sinergie

Ringraziamo quindi l’assessore per le (tardive) assicurazioni ma i cittadini vogliono molto di più dagli amministratori regionali, perché senza progetti, senza una strategia che abbia come stella polare la lotta all’inquinamento da PM10, l’integrità del territorio, la tutela della salute, il buon uso delle risorse economiche pubbliche e quindi il riuso intelligente della ferrovia come alternativa al trasporto su gomma dovunque sia possibile (da Pergola a Civitanova passando per Fabriano a Macerata, da Fano ad Urbino, da San Benedetto ad Ascoli), le assicurazioni “costano poco” e lasciano il tempo che trovano in assenza di FATTI ED AZIONI CONCRETE.

PS. Si ringraziano i consiglieri regionali Giancarli, Badiali, Busilacchi e l’assessore provinciale ai trasporti Gitto per i loro successivi interventi sull’argomento.

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Leggi la news del 5 marzo: “Ancona: salviamo la Stazione Marittima”

La città di Ancona è stata il soggetto di una delle iniziative svoltasi nell’ambito della V° giornata nazionale delle  Ferrovie Dimenticate

Un folto gruppo di cittadini ed appassionati ha ripercorso la tratta ferroviaria da Rimini ad Ancona, inaugurata nel 1861, appena dopo la realizzazione dell’Unità di Italia.

La manifestazione è stata organizzata da Italia Nostra, presente il consigliere nazionale Massimo Bottini, delegato anche della Confederazione per la Mobilità Dolce, da Adriavapore presente il presidente Giorgio Zennero, dalla provincia di Rimini, presente il dr. Alberto Rossini, dirigente della Provincia, dalla Associazione Italiana per la Protezione dell’Archeologia Industriale, (AIPAI) prof. Roberto Giulianelli.

La giornata nazionale ha come obiettivo il sostegno alla mobilità dolce, alla riscoperta delle tratte ferroviarie chiuse o cadute in disuso o che rischiano di diventarlo.

Il gruppo dalla Stazione Ferroviaria Centrale si è spostato alla Stazione Marittima di Ancona. Come noto vi è una volontà di chiudere tale stazione che, invece, è importante poiché permette di trasportare utenti e pendolari fino al centro urbano ed è il perno del progetto di metropolitana di superficie per l’hinterland anconetano.

Ricordando che circa mille cittadini hanno firmato la petizione pubblica su internet contro la chiusura, si è data lettura della lettera inviata agli organizzatori dal Soprintendente ai Beni Culturali ed Architettonici delle Marche, dott. Cozzolino, che è uno dei firmatari della petizione.

Nella propria lettera il Soprintendente aggiunge una ulteriore proposta e si augura che si sviluppi un dibattito in città per realizzare su quei binari una linea di tram che vada anche oltre la stazione marittima ed arrivi all’ingresso dei Cantieri Navali. Considerato che è in corso di realizzazione l’ascensore pubblico a Palazzo degli Anziani e c’è la progettazione esecutiva di una scala mobile fino a San Ciriaco, ”si può far rinascere uno dei più bei centri storici d’Italia che aspetta il suo riscatto all’ombra della Cattedrale dell’Adriatico”.

La visita è poi proseguita presso l’Autorità Portuale, dove il dott. Giudo Vettorel ha illustrato agli ospiti il ruolo del Porto di Ancona, e poi con una lunga passeggiata nel Porto Storico romano, medioevale e settecentesco della città, sotto la guida del Prof. Roberto Giulianelli dell’AIPAI e di Stefania Sebastiani di Italia Nostra.

In serata i partecipanti hanno ripreso il treno verso la destinazione di partenza.

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