Italia Nostra

Data: 20 Ottobre 2011

“De profundis” per la ferrovia Fano – Urbino

Grazie ad un gioco di sponda tra Provincia di Pesaro Urbino e la Regione Marche si chiude ogni possibilità di prevedere un futuro diverso per la storica ferrovia Fano Urbino come moderna metropolitana di superficie.

Il servizio era stato soppresso nel 1987 ma non era stata fino ad oggi formalizzata la dismissione della linea,  cosa che invece ha fatto in questi giorni la Regione Marche accettando la rinuncia alla concessione da parte delle ex Ferrovie dello Stato (Rfi).

La Regione Marche addossa le responsabilità della decisione sulla provincia di Pesaro Urbino, oltre che sul non interesse della Rfi a riattivare il servizio.

La provincia di Pesaro Urbino ha motivato la propria scelta con la volontà di recuperare l’area della linea ferroviaria per realizzare l’asse portante della rete di piste ciclabili della provincia, un buon obiettivo questo che però non vale quanto la possibilità, se non oggi domani, di attivare un moderno collegamento metropolitano tra la costa ed Urbino, come già avvenuto ad esempio in Val Venosta o in Val di Sole. Ciò senza nulla togliere alla realizzazione di piste ciclabili che, come rimarcato da altre associazioni di cittadini, potevano trovare spazio accanto alla ferrovia.

E in ogni caso se ciclabile deve essere che sia allora funzionale alle esigenze di spostamento dei residenti sul fondovalle (asse principale e sue interconnessioni con aree industriali, commerciali, scuole) e non solo per le escursioni ed i ciclisti del fine settimana.

Ancora una volta, come già avvenuto in altri casi (sulle cave e sul piano casa) gli Enti pubblici – a nostro parere – non tutelano sufficientemente l’interesse pubblico e, nel caso specifico, non tutelano il trasporto pubblico su rotaia rispetto all’inquinante traffico su gomma.

Perché l’alternativa al treno per raggiungere Urbino dalla costa non è la bicicletta ma l’autovettura.

Ancona, 19 ottobre 2011

Il Consiglio Regionale Marche

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