Italia Nostra

Data: 16 Maggio 2022

Evento “Elettromagnetismo e telecomunicazioni”

Grande successo della conferenza organizzata dalle associazioni Italia Nostra, Legambiente e WWF con il prof. Fausto Bersani, laureato in Fisica, esperto di elettromagnetismo, autore di decine di pubblicazioni e con il dott. Ruggero Ridolfi oncologo, endocrinologo e coordinatore di Medici per l’Ambiente di Forlì-Cesena. Le oltre cento persone presenti nell’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, hanno dimostrato grande interesse, tanto che l’incontro si è protratto fino alle 9 di sera.

La dott.ssa Tesini di Italia Nostra ha aperto i lavori manifestando la preoccupazione per le conseguenze che le nuove installazioni di antenne per il 5G porteranno tra i cittadini pesaresi in particolare tra i residenti dei quartieri di Montegranaro e Soria.

Il prof. Bersani ha messo in evidenza che il tema del 5G è molto complesso e racchiude più componenti: tecniche, giuridiche e sanitarie. Gli scenari che si apriranno con il 5G aumenteranno i livelli di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Non si può dimenticare che dall’inizio del ‘900 ad oggi i campi elettromagnetici sono aumentati di un miliardo di miliardi. Quali saranno gli effetti in futuro sulla salute delle persone e sul loro stile di vita, considerando che le aziende hanno investito sei miliardi e mezzo di euro per adottare questa tecnologia? Siamo consapevoli che non si potrà tornare indietro, ma riteniamo che proprio per questo si debba adottare un approccio fortemente cautelativo in linea con quanto messo in evidenza dalla ricerca scientifica, secondo il principio di precauzione stabilito dall’articolo 174 del trattato istitutivo dell’Unione Europea. Il DPCM n. 199 del 2003 che prevede come limite di campo elettrico 6 V/m (6Volt/metro) è una legge particolarmente cautelativa per la salute dei cittadini, ma sono state già presentate richieste di modifica che vorrebbero aumentare il limite a 61 Volt/metro come negli altri paesi europei, misura altamente pericolosa come ribadito dal prof. Bersani.

Il dott. Ridolfi ha riportato gli esiti della monografia dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che definisce i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” sulla base di una numerosa serie di studi sul rischio di tumore cerebrale per gli utilizzatori di telefoni cellulari. Il noto oncologo ha citato altri studi tra cui i due recenti esperimenti su animali da laboratorio svolti dall’Istituto Ramazzini di Bologna, noto a livello internazionale, e dal National Toxicology Program (USA) che sono giunti alla stessa conclusione, dimostrando eccessi di rischio per i tumori del sistema nervoso a livello cerebrale e del cuore. Lo stesso IARC ha stabilito che nel periodo 2020-2024 debba esserci una nuova valutazione del rischio di cancro associato ai campi elettromagnetici a radiofrequenza.

Ci si è chiesti quale ruolo possano svolgere i Comuni in base alle normative in vigore a livello nazionale e regionale. L’articolo 8 comma 6 della Legge 36/2001 prevede che i Comuni possono adottare un Regolamento per un corretto insediamento urbanistico degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione agli effetti dei campi elettromagnetici. La Legge Regionale ribadisce, all’art. 6, questa necessità, sottolineando il principio della trasparenza, informazione e partecipazione a titolo consultivo della popolazione residente e di altri soggetti pubblici e privati interessati, coinvolgendo l’Arpam ed i gestori, nonché le associazioni e i comitati portatori di interessi diffusi.

Questa è la ragione per la quale abbiamo chiesto fin dall’inizio un incontro agli assessori competenti del Comune di Pesaro, riferisce l’avv. Rosalia Cipolletta di Legambiente, per conoscere il Regolamento e per giungere a soluzioni positive nell’interesse dei cittadini, con particolare riferimento ai due siti di Soria e Montegranaro su cui si è aperto il dibattito nella nostra città. Le associazioni che hanno promosso l’iniziativa hanno chiesto la delocalizzazione delle due antenne suggerendo siti alternativi.

Associazioni Italia Nostra, Legambiente, WWF

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