Italia Nostra

Fano, variante al PRG vigente

26 Giugno 2012

La sezione di Pesaro ha inviato un esposto alle autorità sulle zone agricole.

Il Comune di Fano con delibera di C.C. n 117 del 22/05/12 ha adottato in via definitiva la variante in oggetto con cui si intende trasformare tutta una serie di aree agricole, disseminate sul territorio in prossimità di diversi nuclei extraurbani, in zone di completamento B5 per una edificabilità di complessivi 48.000 mc.

Con la presente evidenziamo alla Provincia che dovrà esprimere nel merito parere di conformità al PTC, quanto segue:

– Il P.P. in questione in quanto in variante al PRG vigente avrebbe dovuto essere confortato da una verifica dello stato di attuazione del PRG relativamente alle aree residenziali, onde poter opportunamente verificare quantità e caratteristiche dell’offerta esistente sia potenziale (previsioni di piano in essere ed ancora non attuate) che reale (edifici realizzati o in via di realizzazione ancora invenduti) e conseguentemente come questa offerta si rapporti alla domanda esistente (pure questa non quantificata dal P.P. ma data per scontata come assunto).

Tale modo di procedere, tra l’altro esplicitamente indicato dal PTC, si rende quanto mai  necessario in una situazione dove fra i tempi di quando fu redatto il PRG vigente e quelli attuali del presente P.P., gli scenari di sviluppo sono cambiati radicalmente.

Da una situazione di forte sviluppo edilizio di fine anni novanta e i primi anni duemila, si è passati ora ad una fase di completo stallo con ingenti quantità di edifici in vendita e con esorbitanti previsioni di sviluppo residenziale in essere ed ancora non attuate. In tale contesto aggiungere ulteriori potenzialità edificatorie ha il significato non solo di consumare inutilmente ulteriore suolo agricolo ma anche di interferire molto negativamente nei confronti dell’ingente “offerta” già realizzata e che è in perenne e sofferente attesa di potenziali acquirenti.

– Oltre a quanto sopra  non si può non evidenziare che di fatto le aree interessate dal P.P. in oggetto siano delle vere e proprie aree di espansione ancorché di piccole dimensioni. Infatti esse si collocano in genere in contesti privi completamente di opere di urbanizzazione secondaria ed addirittura in assenza di quelle di urbanizzazione primaria tanto che la ASUR nel suo parere ha dovuto prescrivere che “i PP. PP. dovranno indicare le modalità di programmazione ed attuazione di tali opere infrastrutturali”.

Pertanto qualora non venga prevista anche la cessione delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione secondaria ci troveremmo di fronte non solo ad uno strumento viziato nei suoi contenuti essenziali, ma anche ad uno strumento che se approvato così come proposto produrrebbe un danno all’erario, giacché non verrebbero cedute al Comune aree per servizi pubblici (parcheggi, verde, ecc.) così come è d’obbligo per aree di nuovo impianto completamente sfornite.