Italia Nostra

Data: 29 Dicembre 2012

Fermo: recuperare il Monumento funebre a Ippolito Langlois

Il M.I.T.I. fiore all’occhiello della Provincia e dell’Italia. Rete con il Museo del Balì, la Città della Scienza di Napoli, i Musei della Scienza e Tecnica di Milano e Monaco

Finalmente Fermo ha il Museo di Archeologia Industriale, ambientato nelle storiche Officine dell’antico e blasonato Istituto Tecnico Industriale “G. e M. Montani”. Un sogno che fino a qualche anno fa sembrava irrealizzabile, a cui anche Italia Nostra ha dato impulso con una serie di conferenze, una mostra, una tavola rotonda e la pubblicazione di un interessante volume. Oltre che ponte di collegamento con il glorioso passato, il M.I.T.I. documenta e spiega anche il presente, e guarda soprattutto al futuro dell’antica istituzione, fondata nel 1854.

Un investimento importante per la cultura, che proietta nuovamente Fermo e la sua Provincia nel panorama nazionale e internazionale. Un museo che dovrebbe essere tenuto aperto il più possibile, anche venerdì e sabato dopo cena, ed i cui benefici si potranno vedere presto. La struttura si aggiunge ora all’offerta museale del territorio regionale, e costituisce sicuramente un volano per incrementare il turismo scolastico, anche se bisogna attrezzarsi per ospitare scolaresche e creare un “Ostello della Gioventù”. Qui potrebbe essere di aiuto il vicino Convitto Montani, che almeno in alcuni periodi dell’anno si presterebbe ad ospitare giovani a prezzi vantaggiosi. Ritengo che un Museo di così grande portata debba essere messo in rete con altri musei di livello nazionale e internazionale, in modo da ridare al Montani quel respiro più ampio che merita. Penso al Museo del Balì a Calcinelli di Saltara (PU), alla Città della Scienza di Napoli, ai Musei della Scienza e Tecnica di Milano e di Monaco. Bisogna mettersi al lavoro sin d’ora per arricchire e ampliare il M.I.T.I. negli spazi contigui, con la ristrutturazione di un altro grande capannone delle ex Officine e la caratteristica Ciminiera.

Come ho già proposto in più occasioni, è importante creare un vero e proprio Parco di Archeologia Industriale, che comprenda il M.I.T.I. e la vecchia stazione della Ferrovia Adriatico-Appennino (1908-1956), dove potrà trovare ideale collocazione il Museo dell’ex ferrovia. A tal fine sensibilizzerò anche Renato Covino, Presidente nazionale dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) che sarà in città a maggio prossimo per la Giornata di Studio sul centro storico di Fermo. Vorrei segnalare lo stato di degrado e di abbandono del monumento funebre a Ippolito Langlois, nel Cimitero di Fermo. Ho sensibilizzato e si sono dimostrati molto interessati al recupero la Dirigente scolastica del Montani Margherita Bonanni, che sa coinvolgere le giuste personalità, il Presidente del Consiglio d’Istituto Sandro Bastarelli e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Amedeo Grilli.

Lo farò presto con il neo presidente dell’Associazione Ex-Allievi Stefano Luzi e con il presidente del Collegio dei Periti Industriali Alessandro Cola. Visto che l’intervento non è molto costoso, dal preventivo allegato circa 7000,00 euro, mi appello anche a tanti ex allievi imprenditori, affinchè dedichino una parte, anche piccola, del loro utile, per restaurare un’opera voluta proprio dagli allievi del tempo, ricordando così la figura di un uomo che ha reso famoso il Montani in Italia e nel mondo. Mettendo insieme tutte queste forze, alle quali si potranno aggiungere il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio e Confindustria di Fermo, non sarà difficile provvedere nel 2013 a questo piccolo ma significativo intervento.

Elvezio Serena

Presidente Italia Nostra – sezione di Fermo

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