Italia Nostra

Data: 4 Gennaio 2011

Fermo: un incontro per il recupero dell’ex Ferrovia Adriatico-Appennino

Comunicato Stampa e Immagini riunione ex Ferrovia Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola (1908-1956), svoltasi giovedì 30 dicembre 2010, preceduta da un sopralluogo sulla ex FAA lungo una parte dei 57 km del tracciato. Il Presidente di Italia Nostra Serena ha invitato due rappresentanti della Ferrovia Spoleto-Norcia. Presenti il Sindaco Di Ruscio, il Presidente del CoSIF Bertuzzi e il Presidente della STEAT Alessandrini

Presso il Comune di Fermo si è svolto, nella tarda mattinata di qualche giorno fa, un incontro per chiarire e approfondire alcuni aspetti del recupero dell’ex Ferrovia Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola.

Alla riunione, organizzata e promossa dal Presidente della locale sezione di Italia Nostra Elvezio Serena, sono intervenuti il Sindaco del capoluogo Saturnino Di Ruscio, il Presidente del CoSIF (Consorzio di Sviluppo Industriale del Fermano) Massimo Bertuzzi, il Presidente e il Vice-Presidente della STEAT (Società Trasporti Ete Aso Tenna spa) rispettivamente Fabiano Alessandrini e Letizia Bellabarba.

Erano presenti Paolo Capocci, esperto del tracciato della ex Ferrovia Spoleto-Norcia, che opera da tempo nell’ambito della Spoletina Trasporti (oggi Umbria Mobilità) per il recupero di quella infrastruttura come pista ciclopedonale, e l’architetto Claudia Salimbeni, che ne ha seguito tecnicamente le varie fasi di intervento e messa in sicurezza. Lungo una parte del tracciato della Spoleto-Norcia, che ha funzionato tra il 1926 e il 1968, sono stati realizzati diversi chilometri di pista ciclopedonale, sono state recuperate cinque stazioni ed è stato aperto un interessantissimo museo della ferrovia nell’ex stazione di Spoleto, città che diventerà un importante nodo nazionale della mobilità dolce. Questo grazie anche a una sinergia tra i principali enti interessati, in particolare i comuni Spoleto e di Norcia, la Provincia di Perugia, la Regione Umbria e la Comunità Europea. E’ stato inoltre pubblicato il bellissimo volume “Strade di carta, di ferro, di terra” relativi al “trenino azzurro”.

L’incontro è stato giudicato utile e positivo da tutti gli intervenuti, convinti che una prima fase di lavoro è caratterizzata dal censimento e dalla ricognizione di tutte le proprietà della storica linea ferroviaria fermana, lavoro sul quale  si è dichiarato disponibile il Presidente della STEAT Alessandrini.

L’architetto Salimbeni ha chiesto e proposto che venga posto un vincolo, oltre quello già esistente sulle tre stazioni di Porto S. Giorgio, Fermo e Amandola, anche sul sedime del vecchio tracciato e ha accennato alla necessità di una mirata progettualità per attingere a fondi europei.

Elvezio Serena, Gianfranco Pistolesi, Diego Marzoni, Pino Bartolomei, Fabiano Alessandrini e Letizia Bellabarba si erano dati appuntamento alle 10,15 ad Amandola per un sopralluogo con i due rappresentanti della linea umbra, molto simile per lunghezza e scartamento a quella fermana. I tecnici ospiti hanno potuto così constatare l’importanza del patrimonio architettonico e strutturale dell’antica “Besenzanica”, una linea caratterizzata da alcuni viadotti ancora ben stabili, da qualche stazione abbandonata e da altre recuperate e riutilizzate, dal paesaggio che potrà offrire ai visitatori, nel caso si realizzi la pista ciclopedonale e ippovia, un ottimo elemento di attrazione turistica.

E’ in fase di realizzazione un volume, prevalentemente fotografico, edito dal Touring Club Italiano con la collaborazione di Co.Mo.Do., la Confederazione per la Mobilità Dolce, intitolato “Le Ferrovie delle Meraviglie”, che documenta il patrimonio ferroviario nazionale in abbandono; circa 5700 chilometri di linee dismesse che potranno costituire un ottimo volano per l’economia dei rispettivi territori, e dove sicuramente non mancherà la Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola.

Ma il Presidente di Italia Nostra non ha perso le speranze di veder correre di nuovo il trenino, dal Mare Adriatico ai Monti Azzurri. Per questo, a dimostrazione che la battaglia per il ritorno delle locomotive lungo la valle del Tenna non si è conclusa, inviterà a visitare il tracciato della nostra linea il Direttore della Merano-Malles  (Ferrovia della Val Venosta) o il Direttore della Trento-Malè-Marilleva.

Una sfida, dunque, a dimostrazione che se in alcune località una ferrovia funziona, è in attivo e trasporta migliaia di passeggeri al giorno, perche nella nostra Provincia ciò non può accadere?

Elvezio Serena

Presidente Italia Nostra – sezione di Fermo “Valeriano Vallerani”

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