Italia Nostra

Data: 15 Giugno 2015

Il Belvedere di Castel di Croce e la… bianca Porcilaia

La Sezione di Ascoli sta effettuando una serie di escursioni nel territorio che circonda il misterioso Monte dell’Ascensione per preparare il materiale fotografico da utilizzare per il Calendario 2016, che verrà dedicato al Parco Culturale ed Ambientale del Monte dell’Ascensione, dei calanchi e dei geo-siti, che comprende anche la zona di Castel di Croce. Purtroppo, nel realizzare le foto dedicate a luoghi peraltro dotati di un fascino senza paragoni, si è costretti sovente a constatare la presenza nel territorio di manufatti che violentano in maniera inaccettabile angoli il cui fascino appare difficilmente comparabile con quello di altri del nostro bel Paese. In particolare colpisce la nostra sensibilità la visione di enormi capannoni utilizzati quali porcilaia che risultano presenti nei prati che si stendono, in un contesto sublime, ai piedi del terrazzo panoramico di Castel di Croce, rompendo l’incantevole armonia di un esteso verde prato che appare come un sorta di invito a stendere lo sguardo sino alle maestose vette del Gran Sasso, della Montagna dei Fiori, dei Monti della Laga e della Catena dei Sibillini da una parte e al dolce ondulato sistema collinare piceno dall’altra, dove in prospettiva si svelano i leggiadri profili dei borghi e delle cittadine, che coprono le cime dei rilievi più elevati.

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È certamente comprensibile l’esigenza dello svolgimento dell’attività economica legata all’allevamento dei maiali. Pure appare sconcertante che non si sia fatto un minimo sforzo per ridurre l’impatto dissacrante rappresentato dal bianco eclatante degli enormi capannoni dove vengono allevati i maiali e per evitare che i liquidi, probabilmente maleodoranti, che lo svolgimento di questa attività riversa forse nella zona, stagnino impunemente sui verdi prati. Siamo convinti che qualcosa possa e debba essere fatto per ridurre se non eliminare del tutto questo impatto dissacrante, che le foto allegate evidenziano in maniera inoppugnabile. Infatti far scomparire le acque stagnanti che coprono il prato e almeno mimetizzare in qualche modo la presenza del capannone o creando un adeguato schermo vegetale o colorando i capannoni, in modo da evitarne l’attuale effetto impattante, non dovrebbe apparire come un ostacolo insormontabile. D’altra parte l’esigenza di eliminare del tutto o ridurre in termini accettabili l’impatto rappresentato dagli enormi edifici della porcilaia appare sicuramente irrinunciabile, dovendo sicuramente ritenersi che il luogo vada compreso tra gli “immobili ed aree di notevole interesse pubblico” di cui all’art 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, in particolare per quanto precisato alla lettera d) del detto articolo, che indica come soggetti alla disposizione della normativa per il loro notevole interesse pubblico “le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di queste bellezze”. L’articolo sembra fatto apposta per questa località. Infatti il terrazzo di Castel di Croce è proprio un punto di vista o di belvedere da cui è possibile godere lo spettacolo di queste bellezze senza pari.

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Altro discorso è quello della limitata fama della località. D’altra parte, proprio per favorirne la conoscenza, la tutela e la conservazione, la Sezione, svolgendo in qualche modo quasi un’azione di supplenza, sta promuovendo la realizzazione di otto Parchi Culturali ed Ambientali nell’ambito del proposto Distretto delle Risorse Culturali delle Terre della Primavera Sacra, tra cui quello del Monte dell’Ascensione, dei Calanchi e dei Geo-siti, nel cui territorio questa località è compresa, e a cui, come già accennato, verrà dedicato il Calendario 2016. In questo modo, si spera finalmente di promuovere in maniera adeguata la conoscenza della commovente balconata di Caste di Croce, consentendo ad un numero sempre maggiore di amanti del bello di godere di una delle visioni più incantevoli del nostro amato Bel Paese. Siamo certi che il Comune di Force, la Provincia di Ascoli, la Regione Marche, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche, ognuno secondo le proprie competenze, adotteranno tutti i provvedimenti che il caso richiede per eliminare o almeno ridurre in termini accettabili i danni che la presenza della porcilaia arreca a questo prestigioso paesaggio.

 

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