Italia Nostra

Data: 11 Luglio 2011

Il Centro Storico di Ascoli: Unesco o Non Unesco, chiudiamolo al traffico!

Continua la telenovela dell’Unesco. A tutt’oggi non risulta ancora trasmessa la domanda per l’inserimento del Centro Storico di Ascoli nella cosiddetta “Tentativ List”.

Il mancato perfezionamento della pratica sembra venga giustificato dalla asserita convinzione che non ci sarebbe la minima possibilità della concessione di questo prestigioso riconoscimento alla città delle cento torri. Pur volendo dar fede a queste supposizioni, è comunque nostra profonda convinzione che Ascoli abbia tutte le carte in regola per aspirare all’inserimento del suo centro storico nella lista dei beni patrimonio dell’umanità e che debba insistere nel proporre la propria candidatura, nella convinzione che la presentazione della domanda sia ampiamente giustificata dall’esemplare unicità  del suo inestimabile patrimonio urbano inserito in uno splendido contesto ambientale. Al riguardo bisognerà, peraltro, insistere nell’opera di riqualificazione e recupero del prezioso centro storico in modo da renderlo un luogo di eccellenza, un vero e proprio giardino di pietra e un punto di riferimento unico nel panorama nazionale ed internazionale.

Non si vede per quale motivo, se ciò fosse perseguito con la dovuta intransigente serietà, dovrebbero ancora persistere quegli ostacoli che vengono indicati come ostativi al preteso ambito riconoscimento. D’altra parte, anche se la domanda non dovesse essere accettata, i benefici che la città conseguirebbe sarebbero comunque eccezionali. Infatti i miglioramenti  prodotti dalla tutela e valorizzazione delle sue ricchezze sarebbero tali migliorare in maniera inimmaginabile la sua qualità della vita e da promuovere la sua  immagine quale uno dei luoghi di eccellenza del paese, in modo da favorire uno sviluppo eccezionale del turismo di qualità. Si otterrebbero così in tutti i casi dei risultati entusiasmanti.

Ma vediamo in concreto quello che si dovrebbe fare per rendere possibile il conseguimento di questi esaltanti risultati. In primo luogo Ascoli dovrebbe avere il coraggio di porsi come una delle prime città d’Italia capace di eliminare completamente il traffico veicolare nel suo centro storico, unendo in questa azione meritoria il suo nome a quello di Firenze. Così si dovrà creare una spettacolare zona pedonale che partendo da Piazza Arringo, si estenda a Piazza Simonetti, per proseguire, poi, con Piazza del Popolo, Piazza Sant’Agostino, Piazza Ventidio Basso, Via dei Soderini, Corso Cairoli per tornare a Piazza Del Popolo. Un vertiginoso susseguirsi di splendide visioni, di monumenti eccezionali, di angoli preziosi tutti esaltati dalla presenza del caldo e candido travertino.

Contestualmente alla pedonalizzazione di quest’ampia parte del centro storico si dovrà porre un’attenta cura nella tutela e nel recupero di tutti gli edifici monumentali, nella riqualificazione dell’arredo urbano, nella ridefinizione corretta del sistema di pavimentazione e delle forme di illuminazione. Come già ripetutamente proposto dovrà essere soggetta ad una tutela rigorosa anche l’integrità della quinta collinare che circonda la città da tutti i lati, adottando il sistema dell’Addizione Verde come quello che nella  civile Ferrara ha consentito la salvaguardia dell’integrità  dell’antico Barco, che si estende per circa 1200 ettari dalla città estense sino alle rive del Po. Inoltre, in attesa che si accolgano tutte le altre proposte formulate per la realizzazione del Distretto Culturale delle Terre della Primavera Sacra, per il momento, come primo atto, sarebbe sufficiente, al fine di esaltare ulteriormente il valore della città e del territorio circostante, procedere alla realizzazione di sette parchi culturali ambientali, sulla falsariga di quanto realizzato nel Distretto Culturale della Val di Cornia in Toscana. Appare opportuno richiamare, qui, i sette parchi proposti. Il primo è quello degli Eremi di San Marco e del Convento di San Giorgio di Rosara. Questo parco oltre tutto consentirebbe di ammirare, in un conteso ambientale di eccezionale valore, le rupi di travertino da cui per secoli è stata estratta la pietra che caratterizza esemplarmente  tutto il centro storico cittadino. Il secondo parco è rappresentato dalle aste fluviali dei due fiumi che circondano il territorio ascolano, il Castellano e il Tronto. IL terzo Parco è rappresentato dalle fascinose vallette che si dipartono dalla città sino alla cima del Monte dell’Ascensione, con lo spettacolare paesaggio dei calanchi.

Il quarto parco è il dolce ondulato sistema collinare piceno con al centro l’incantevole località di Offida, con i campi coltivati con certosina perizia , gli estesi vigneti, gli uliveti, i misteriosi fossi ricchi di rigogliosa vegetazione. Il quinto, indicato come il Parco del Tartufo, è quello che ha al centro la località di Roccafluvione, caratterizzato dalla coltivazione del prezioso tubero. Il sesto è quello delle spettacolari Ville Picene che arricchiscono con eleganti edifici e parchi stupendi le colline dalla costa e lungo tutta la valle del Tronto sino ai piedi della catena dei Sibilllini. Il settimo parco è quello delle numerose oasi naturalistiche e dei sentieri compresi nel territorio dei due Parchi Nazionali dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini. Una città e un territorio con tanta ricchezza di monumenti e di ambiti urbani tanto pregiati, di angoli naturalistici così preziosi ha sicuramente tutte le caratteristiche per essere dichiarato patrimonio dell’Umanità. Ma, anche se questo riconoscimento non fosse concesso, sarebbero tali e tanti gli elementi di pregio e di unicità per far ritenere questo territorio favorito di certo da un Dio Generoso sì da porlo all’attenzione, come peraltro già avviene, di un una numero sempre più elevato di estimatori. Proseguire in questa direzione è fondamentale. Fermarsi a mezza strada sarebbe un grave errore. Quindi coraggio ed entusiasmo, se si vuole veramente il bene della . città e del territorio e si intende dare una speranza di vita ai tanti giovani ora alla ricerca, vana, di occupazione.

Il Presidente della Sezione

Prof. Gaetano Rinaldi

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