Appare preliminarmente opportuno ricordare l’impegno della nostra Associazione, insieme a quello del Club Alpino Italiano e di altre Associazioni, per l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Per questo con sconcerto leggiamo nella cronaca locale di alcuni organi di stampa, e questa notizia ci fa tornare indietro nel tempo, quando la tutela di angoli stupefacenti del nostro territorio risultava gravemente insufficiente se non addirittura inesistente (e, a riguardo, basta guardare l’immonda ferita che fu inferta alla parete del Monte Sibilla per la realizzazione di una strada inutile e costosissima), che il Comune di Montemonaco, sostenuto dalla Regione e dalla Provincia, chiederebbe dei fondi per effettuare dei lavori occorrenti per la riapertura della mitica Grotta della Sibilla , punto terminale della impattante strada.
Non possiamo non confermare la nostra più profonda preoccupazione per le intenzioni del Comune di Montemonaco, concordando con il parere nettamente contrario a tale iniziativa del C.A.I., convinti che il progettato intervento, che succede ad altri dannosi effettuati negli anni passati, produrrà il risultato di aggiungere frammenti di roccia a quelli già sparsi nei pressi della Grotta e anziché, quindi, migliorare una situazione già precaria, procurerà altri danni in aggiunta a quelli già presenti. Siamo convinti, insieme al C.A.I., che un sito di così rilevante importanza e pregio, parte integrante e fondamentale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini debba vedere l’impegno più rigoroso e serrato del Parco, in primis, e poi della Provincia, della Regione e del Comune di Montemonaco, che, tra l’altro ogni anno si accolla l’onere inutile di riparare i danni arrecati alla strada dalle intemperie invernali, risultate particolarmente persistenti quest’anno, tanto da aver procurato una frana che ha interrotto il transito per un lungo tratto, per tutelare l’integrità di un sito reso unico ed irripetibile dall’atmosfera misteriosa che lo circonda. Riteniamo doveroso,al riguardo, segnalare questa grave situazione agli organi del Parco perché venga colta l’occasione, sino ad ora trascurata, per applicare il Piano che prevede, giustamente, la chiusura della strada, consentendo, così, che il trascorrere del tempo rimargini la grave ferita inferta alla parete del Monte e permetta che la stessa diventi, finalmente, un sentiero verde e pedonale sino al crinale di Vallelunga.
Questa iniziativa, a nostro parere, appare logica, economica e coerente con i compiti del Parco e permetterebbe di restituire al Monte una parte del suo fascino misterioso. Per questo siamo certi che si eviterà di persistere in atteggiamenti poco consoni e non rispettosi della prestigiosa importanza di questo mitico sito. Oltre tutto una scelta diversa in contrasto con quanto da noi sostenuto, apparirebbe sicuramente diseconomica e sarebbe un sicuro ed ingiustificato spreco di pubbliche risorse, vieppiù ingiustificabili in un momento in cui la comunità è costretta giornalmente a gravi rinunce. La cosa, è evidente, ci obbligherebbe ad un’azione di contrasto vigorosa e rigorosa. Peraltro, consci della sensibilità dei destinatari della presente istanza, siamo certi che verrà effettuata la scelta più corretta ed oculata.
Il Presidente della Sezione Ascoli Piceno, Prof. Gaetano Rinaldi



