Italia Nostra

Data: 23 Dicembre 2013

Il nuovo Ospedale di Fermo parte già “zoppo”

L’appello di Elvezio Serena, Presidente della Sezione di Fermo di Italia Nostra, per spostare il carcere rimasto inascoltato da politici e amministratori. Le forti perplessità avanzate un anno fa, proposte soluzioni alternative e più facilmente attuabili

Debbo constatare che, purtroppo a distanza di un anno, qualche amministratore/politico fermano inizia a interrogarsi sulla reale fattibilità, l’opportunità e i forti rischi per la realizzazione del nuovo Ospedale di rete a Campiglione. Mi riferisco al recente articolo dell’assessore al Commercio di Fermo Daniele Fortuna che, prendendo spunto dall’articolo di Paolo Bartolomei, “suggerisce” lo spostamento del carcere per creare nuovi spazi al Murri. Esattamente ciò che avevo proposto un anno fa, a inizio gennaio scorso (vedi testo allegato).

Infatti, quando la stampa locale ha pubblicato con molta enfasi il mio articolo, in cui, per diversi motivi, sollevavo forti dubbi sulla reale possibilità/convenienza di realizzare una nuova struttura ospedaliera a Campiglione, e la conseguente proposta di spostare più facilmente e in tempi brevi il carcere, ho ricevuto tanti apprezzamenti, ma solamente da parte di semplici cittadini, nessun segnale dalla politica nostrana, di cui Fortuna, navigato, fa parte. Ritengo che questo sia l’ennesimo segnale e la dimostrazione di quanto siano superficiali, spesso, i nostri governanti, di qualsiasi colore. Poi però le conseguenze di scelte avventate e dannose le paghiamo tutti.

L’ospedale di Fermo, a Campiglione, secondo me partirebbe già zoppo: non ci sono già ora i fondi sufficienti. Ci vorranno oltre 100 milioni di euro, sarà una Cattedrale nel deserto, un’incompiuta. Fermo non avrà un solo ospedale, ne avrà addirittura due, il vecchio e il nuovo, scatole vuote, non funzioneranno entrambi, vista anche la cronica carenza di primari, infermieri, posti letto e macchinari in tutta l’Area Vasta n. 4. Inoltre, il nuovo nosocomio, sarà veramente baricentrico, quando la popolazione è addensata maggiormente lungo la costa? Da Campiglione a Fermo, con la nuova bretella che realizzerà la provincia in collegamento con la variante del Ferro, ci vorranno massimo dieci minuti. Vale la pena iniziare l’avventura di un nuovo ospedale, o conviene far funzionare bene e meglio quello esistente?

Avevo già espresso tutte le mie perplessità sull’operazione, ma ho anche avanzato qualche proposta/soluzione: prima di tutto completare subito il Murri e spostare presto il carcere. Trasferire la STEAT, oggi in pieno centro e in una zona preziosa per la città, alla Girola, e riqualificare tutta l’area demaniale (ristrutturazione dell’ex stazione di S. Lucia, del caratteristico chiosco, dei capannoni ex ferrovia ed ex filovia, ecc.). Intensificare la navetta, creare nuovi parcheggi, migliorare la viabilità nella zona dell’attuale ospedale. Questo, ed altri interventi per la sanità della zona montana, potrebbe essere chiesto alla Regione in alternativa al nuovo Ospedale. Oltretutto, non si predica da tutte le parti che bisogna contenere o annullare il consumo di suolo, e recuperare il patrimonio edilizio esistente? Le imprese potrebbero trovare comunque respiro in tal senso. E’ poi stato fatto un piano credibile per la dismissione del Murri? Chi potrà comprarlo o chi si potrà permettere di prenderlo in affitto? Nella zona dell’attuale ospedale scatterà il degrado, e la chiusura di numerosi esercizi fermani: un’altra mazzata all’economia capoluogo.

Discorso analogo vale per la Mare-Monti. Chi farà la manutenzione della vecchia strada provinciale 239, necessaria, e chi si accollerà, oltre il costo di progetto e di realizzazione, anche la manutenzione della nuova strada?

E poi perché dobbiamo sempre continuare a pensare allo sviluppo favorendo a tutti i costi la sempre più preoccupante circolazione di automobili private e mezzi pesanti come i pullman?

A Fermo, soprattutto per l’Istituto Montani, arrivano quotidianamente decine di pullman dalla zona montana, dal maceratese e dall’Abruzzo. Perché, ad esempio, non provare a migliorare l’interscambio treno-bus e bus-bus anziché far circolare mezzi lunghi e poco agevoli per la viabilità del nostro territorio?

E perché non progettare una mobilità alternativa alla strada, il treno Mare-Monti, in vista anche dei finanziamenti europei 2014-2020? Qui il pressing è verso la regione, la palla passa ai nostri rappresentanti. 

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