Italia Nostra

Data: 14 Novembre 2013

Il nuovo tracciato Fano-Grosseto

Il nuovo tracciato della Fano Grosseto, un’autostrada a sei corsie, esattamente al centro dell’alta valle del Metauro che interessa i comuni di Fermignano, Urbania, Sant’Angelo in Vado e Mercatello, è in realtà un vecchio progetto, peraltro a sole quattro corsie, già bocciato dal Ministero dell’Ambiente perché considerato troppo impattante sul paesaggio, incompatibile con la salvaguardia dell’ambiente e per le interferenze urbanistiche sui centri abitati che lambisce o attraversa.

E’ il caso di Mercatello che verrebbe tagliata in due da una sopraelevata larga 22 metri come tutto il nuovo tracciato che è interamente in rilevato, cioè costruito su ponti e viadotti. Trenta chilometri di piloni e campate di calcestruzzo. “Una repellente crosta di cemento e asfalto” tra i balconi di Piero, un paesaggio miracolosamente sopravvissuto nei secoli, magistralmente riprodotto da Piero della Francesca nei famosi ritratti di Federico da Montefeltro e di sua moglie Battista Sforza, trasferiti dalla corte urbinate a Firenze tramite l’eredità di Vittoria Della Rovere e oggi agli Uffizi.

Che cosa spinga il governatore della Regione e il presidente della Provincia a promuovere uno sfregio di questa portata ad uno dei territori più suggestivi e celebrati delle Marche, accantonando quel capolavoro di equilibrio che è il tracciato attualmente vigente, già approvato in tutte le sedi, compresi i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali e Paesaggistici, è francamente incomprensibile. La spesa inferiore non è sufficiente a fronte del danno ambientale e all’economia del territorio.

Un territorio nel quale si sono diffusi più di cento aziende agrituristiche, bed & breakfast, strutture ricettive, ristoranti, ecc. che sarebbero gravemente penalizzati dal nuovo tracciato, invertendo un percorso virtuoso che vede nei valori ambientali e paesaggistici un forte richiamo di attrazione dei flussi turistici: valori di identità e di eccellenza che la Regione e la Provincia hanno sempre esaltato e che in un periodo di crisi dell’industria e del modello economico tradizionale dovrebbero essere conservati e protetti come un capitale di inestimabile grandezza.

Il progetto attualmente vigente è compatibile con il PPAR della Regione Marche, con i Piani Regolatori dei comuni interessati e con il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e Urbino. (Peraltro qualsiasi ipotesi di modifica del PTC dovrebbe riattivare obbligatoriamente anche una procedura di variante con relative specifiche Valutazioni Ambientali Strategiche); ha acquisito tutti gli studi di settore e ottenuto tutti i pareri favorevoli dei Ministeri competenti, compresa la Valutazione di Impatto Ambientale, proprio grazie a quelle gallerie che ora il nuovo progetto vorrebbe eliminare completamente. Ma soprattutto prevede la localizzazione della superstrada lungo la fascia al piede della collina, evitando di compromettere il cuore della valle e ne riduce “l’attraversamento al solo 7% dell’intero tracciato”.Una sintesi di sensibilità ed equilibrio spazzata via da un rozzo e brutale progetto affidato, anche questo, dopo la Quadrilatero e l’Ospedale Unico a Fosso Sejore (altrettanto rozzo e impattante), alla società di costruzioni austriaca Strabag.

Italia Nostra si associa a quanti denunciano i preoccupanti effetti che avrebbero le modifiche prospettate al progetto vigente della Fano-Grosseto con impatti disastrosi in contesti paesaggistico-ambientali di rara bellezza, che per il loro altissimo valore intrinseco vanno considerati a tutti gli effetti nel loro insieme un “Bene Comune Indisponibile”; e sostiene i comitati di cittadini che agiscono a tutela del patrimonio culturale e naturale dell’alta valle del Metauro.

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