Italia Nostra

Data: 27 Maggio 2019

La storia del dolium di Vallugola

Si pubblica la sintesi di una ricerca di Federica Tesini, Presidente di Italia Nostra Pesaro e Fano, sul porto romano di Vallugola (PU) e sulla sua connessione con un dolium alto quasi 2 metri, rinvenuto sulla costa nel 1610 e subito trasferito nel castello di Montelabbate, di cui la letteratura più recente aveva perso le tracce

I dolia, al singolare dolium, erano grandi contenitori in terracotta utilizzati in epoca romana per conservare e trasportare grandi quantitativi di liquidi, soprattutto vino, nelle cantine o nelle stive delle navi. Un bellissimo esemplare di dolium, sottoposto ad un attento restauro dieci anni fa, è ora esposto nei giardini antistanti il municipio di Montelabbate. Come sia finito sulle colline pesaresi un manufatto proveniente da un’area marina lo spiega Federica Tesini, storica dell’arte e presidente di Italia Nostra Pesaro, che ne ha trovato traccia durante i suoi studi sui porti del San Bartolo, scoprendo la loro insospettabile rilevanza. <Le mie ricerche – ha spiegato Federica Tesini – si sono concentrate su Santa Marina Alta e Vallugola, i due insediamenti più antichi in cui sono stati rinvenuti anche reperti risalenti all’Eneolitico (terzo millennio a.C.). Già il professor Mario Luni aveva ricostruito l’esistenza del primo scalo, che si trovava sotto l’abitato di Santa Marina, nei pressi del quale, tra questo e il monte Castellaro,  sono stati ritrovati frammenti attici del V secolo a.C., ma nel corso del tempo la falesia è franata e la linea di costa é arretrata di alcune centinaia di metri (200 m. dal 1400 ad oggi). Il promontorio che offriva riparo alle imbarcazioni  è stato sommerso ed è scomparso persino il profilo dell’insenatura che Luni  è riuscito a rintracciare tramite  rilievo aereofotografico. Lo studioso ha poi fatto una ricerca analoga per la baia di Vallugola, utilizzata come scalo almeno fino alla seconda metà del ‘500. Successivamente fu abbandonato completamente quando Francesco Maria II fece scavare il nuovo porto di Pesaro che consentiva le operazioni di carico e scarico delle merci anche alle navi con un pescaggio maggiore, dato che quello alla foce del Foglia era quasi sempre interrato dai depositi fluviali >. Fino a quel momento, però, era stato Vallugola l’approdo di riferimento del territorio, anche per la sua posizione strategica a ridosso della strada consolare Flaminia e per la profondità dei fondali. <La testimonianza plastica della frequentazione romana del sito, oltre ai resti di vari manufatti  – conferma la presidente di Italia Nostra Pesaro – sta anche nel rinvenimento del dolium a causa di una frana secondo quanto racconta fin dal 1625 l’abbate Zacconi in un manoscritto conservato nella biblioteca Oliveriana. Francesco Maria II se ne appropriò e lo fece trasportare all’arsenale. Ma ci rimase poco perché la proprietaria del terreno chiese al duca, che acconsentì, di restituirlo. Successivamente, non sappiamo per quali vie, il dolium fu portato al castello di Montelabbate nei possedimenti del conte Leonardi>. Di questa inconsueta presenza ne riportano notizia anche il Passeri e l’Olivieri, Oreste Tarquinio Locchi nella sua storia dei paesi della provincia datata 1934 e Aroldo Riciputi nel 1958 tracciando la storia di Cattolica e dei suoi dintorni. <Più recentemente Cristina Ravara Montebelli ripercorrendo la storia bibliografica del reperto, riferisce che “nel secolare passaggio da una narrazione all’altra la notizia di questa scoperta si è trasformata in leggenda, pur conservando tracce di informazioni corrette”. Alla ricerca di queste tracce e del luogo dove fosse finito il dolium di Vallugola – racconta Tesini – mi sono imbattuta in un libro sull’abbazia di San Tommaso in Foglia con l’immagine del dolium del castello di Montelabbate in cui si svelava che era stato portato nel giardino del municipio. Ed effettivamente è ancora lì. E’ un reperto molto importante perché conferma la storia e l’attività dei porti del San Bartolo che ebbero una parte rilevante nello sviluppo del nostro territorio, in particolare quello di Vallugola, già denominato di Focara, e a lungo conteso in età medievale tra Rimini e Pesaro che lo conquistò definitivamente, insieme ai castelli del San Bartolo nel 1355 con l’affermarsi della potente famiglia dei Malatesti.>

(articolo di Simona Spagnoli da Il Resto del Carlino del 26 maggio 2019)

 

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