Italia Nostra

Data: 1 Novembre 2012

Proposte di riqualificazione area deposito STEAT (ex ferrovia e filovia) a Fermo

Trasferire presto la Steat e riqualificare tutto il complesso di Santa Lucia, porta d’accesso dall’interno Realizziamo un CAMPUS scolastico con un grande AUDITORIUM per Fermo e territorio. L’area è tutelata dalla Soprintendenza, salviamo la vecchia stazione e il caratteristico chiosco

Sulla destinazione del deposito STEAT tra via Corridoni e via Salvo d’Acquisto è intervenuto Ennio Viozzi, presidente dell’Associazione Commercianti di Fermo e Provincia, proponendo di realizzare un Grand Hotel. Nell’articolo si dubita sulla necessità e la possibilità che avevo avanzato al Comune di realizzare un grande Auditorium a servizio principalmente delle scuole di Fermo e Provincia, ma anche di enti, associazioni o privati. Ritengo che le priorità siano l’acquisizione da parte del Comune di Fermo dal Demanio dello Stato della preziosa area, vicina al centro città, e nello stesso tempo l’individuazione, al più presto, di una adeguata sistemazione della importante azienda di trasporto, sulla cui ottimale ubicazione mi sono già espresso. Tutto questo richiede ovviamente la presentazione di buoni progetti, che potranno avere alte probabilità di finanziamento.

Condivido quanto affermato da Viozzi relativamente alla scarsa ricettività alberghiera di Fermo, problema cronico soprattutto quando ci sono importanti manifestazioni o più gruppi in visita. Ma la proposta di ubicare lì un Grand Hotel a me sembra non opportuna per i seguenti motivi:

a)       Per tutta l’area la Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche ha avviato il “procedimento di dichiarazione” di “interesse particolarmente importante”, a seguito di una segnalazione della sezione Italia Nostra di Fermo (vedi allegato);

b)      In via Salvo d’Acquisto c’è sempre un grande traffico, ancor di più nelle ore di punta del mattino, alle 7,30, e alle 13,30 con il termine delle lezioni, dovuto ai pullman e alle auto: un nuovo hotel dovrebbe nascere in un luogo sufficientemente riparato da rumori ed emissioni;

c)       La zona è un polo scolastico, dove giornalmente circolano oltre 2000 studenti, più insegnanti, personale vario, genitori, ecc. quindi già affetta da notevoli problemi di viabilità e parcheggio;

d)       I due capannoni affiancati dell’ex ferrovia, da cui va rimosso l’amianto, e il capannone dell’ex Filovia non debbono essere demoliti per costruire uno scatolone che nulla ha a che vedere con la storia, l’architettura e il paesaggio fermano;

e)       Quale privato va a investire in un nuovo hotel a Fermo, in tempi di crisi come questa, lontano dalla viabilità e dal servizio di trasporto pubblico frequente lungo la linea Porto S. Giorgio-Fermo?

f)       Bisogna investire sul recupero di immobili di proprietà comunale, a partire dalla Casina delle Rose e da palazzo Trevisani, per facilitare la creazione di un Albergo Diffuso nel centro storico, adatto all’ospitalità di gruppi organizzati;

g)       Va recuperato, se possibile e conveniente, lo stabile verso il lato monte, già sede della direzione della F.A.A. (vedi foto allegata);

h)       Va recuperata, anche ai fini della sicurezza, la monumentale scalinata Ernesto Besenzanica, ogni giorno frequentata da migliaia di studenti (vedi foto allegata);

i)        Va recuperato il caratteristico chiosco, all’epoca della ferrovia gestito da Modesto Remoli, riutilizzandolo, se possibile, per le stesse funzioni di una volta (mini bar).

Sulla base di queste riflessioni rinnovo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di Fermo la proposta di ristrutturare e riutilizzare i manufatti esistenti per realizzare un CAMPUS scolastico con un grande Auditorium, da almeno 1500 posti, per Assemblee studentesche, Convegni, Conferenze, Concerti, Sale espositive, Concorsi pubblici, prevedendo nell’area zone verdi, parcheggi, parco giochi per bambini, collegamenti con il centro tramite bus navetta. In questo modo si riutilizzerebbero preziosi spazi e volumi esistenti, e si eviterebbe l’ulteriore occupazione di suolo con annessa cementificazione.

Nell’articolo di Ennio Viozzi si dubita dei costi di costruzione e di gestione del complesso, che sarebbero troppo onerosi. Io penso invece che al mattino si potranno far funzionare le sale con contributi di 1 o 2 euro a studente, moltiplicato per il migliaio di studenti che ne beneficerebbero, e affidare a privati, per esempio, lo svolgimento di proiezioni cinematografiche al pomeriggio e sera. Privati che possono investire in quell’area riqualificandola e organizzando eventi di grande richiamo per tutto l’anno, un volano anche per il rilancio del centro storico della città.

Elvezio Serena

Presidente Italia Nostra – sezione di Fermo



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