Italia Nostra

Data: 24 Giugno 2016

San Francesco delle Scale a Ancona: segnalazione per la Lista Rossa

ancona

 

Indirizzo/Località: via Pizzecolli (o del Comune) Ancona

Tipologia generale: architettura religiosa

Tipologia specifica: monastero

Configurazione strutturale: parte dell’Isola di San Francesco è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale e la parte adibita a convento è stata abbandonata nel 2015

Uso attuale: completo abbandono sia della struttura bombardata sia di quella in uso fino alla fine del 2015 da parte dei Padri Minori Conventuali

Uso storico: convento e chiesa trasformata nel tempo in caserma e ospedale militare

Condizione giuridica: pubblica

Segnalazione: del 3 febbraio 2016 – segnalazione proveniente dalla Sezione di Ancona

Motivazione della scelta: (Scheda di Stefania Sebastiani – Sezione di Ancona)

San Francesco delle Scale fu fondata, in conformità con gli impianti tipologici –architettonici  della tradizione edilizia francescana, dal vescovo Nicola degli Ungari nel 1323 con il titolo di Santa Maria Maggiore. Tra il XIV e il XV secolo venne ampliato il convento e furono costruiti due chiostri, adeguandosi al nuovo assetto urbanistico dell’area, legata alla ristrutturazione viaria. Nel 1447 lo scultore Giorgio da Sebenico realizzò la scalinata di raccordo tra la via situata alla stessa quota del convento e del portale (ora vicolo Orsini) e la via principale (ora v. Pizzecolli). Da quegli anni l’area, appartenente ai Frati Minori Conventuali, si definì  “Isola di San Francesco. Nel 1458 realizzò anche il portale in stile “gotico internazionale” e in quegli stessi anni mutò la titolazione in S. Francesco delle Scale

Nella seconda metà del XVIII secolo, quando si verificarono la ripresa economica e la conseguente richiesta di  rinnovamento culturale e artistico, furono modificati da F. M. Ciaraffoni sia la chiesa (che perse le cappelle sul lato Nord, subì la modifica dell’impianto originario del trecento e la sopraelevazione della facciata), sia il convento, ricostruito sull’impianto originario, ma con una restrizione dei due chiostri e la realizzazione di un collegamento verticale tra di essi e di un nuovo refettorio

Alla fine del XVIII secolo, con l’arrivo dei Francesi, i Minori Conventuali furono costretti ad abbandonare il convento e la chiesa, trasformati rispettivamente in caserma e ospedale militare. Agli inizi del XIX secolo fu demolita la scalinata monumentale da P. Zara, mentre nell’età della Restaurazione il convento mantenne la funzione ospedaliera, pur affidata ai PP. Fatebenefrateli ospedalieri. Nella carta Grassellini (1844) è evidenziata la struttura dei due chiostri annessi al convento, ormai trasformati in ospedale, fino all’inizio del XX secolo, quando fu realizzato l’ospedale civile Umberto I (1920)e il Soprintendente G. Moretti richiese di destinare i conventi a sede per il Museo Archeologico Nazionale, inaugurato nel 1927, per la Pinacoteca e per la Biblioteca.

L’isola di  San Francesco fu parzialmente distrutta nella 2° guerra mondiale (1943 – 1944). Nel secondo dopoguerra, nel 1953, la chiesa fu nuovamente officiata e consegnata fino al 2015 ai Minori Conventuali. Tutti i progetti per la ristrutturazione del convento redatti nel secondo dopoguerra ebbero esito negativo: tra il 1955 e il 1957 nella parte meridionale dell’Isola di S. Francesco fu realizzata la scuola media “Niccolò Tommaseo” e in quell’occasione furono individuate strutture pertinenti a edifici privati d’età romana, realizzati  a differenti livelli. Alla fine del 2015 i Padri Minori conventuali hanno lasciato la parrocchia di San Francesco alle Scale.

COMMENTO:

L’area del convento, situata in pieno centro storico, su un pianoro  a 35/40 m. s. l. m. , affacciato sul porto, è stata  interessata in età romana  da edilizia a carattere privato. Un considerevole nucleo di domus , riferibili al I sec. a. C. – I sec. d. C., realizzate su terrazzamenti impiantati sulla rupe marnosa, è stato individuato proprio in questa zona. E’ evidente lo stato di avanzato degrado dell’edificio che dovrebbe invece essere interessato da un fenomeno di  rigenerazione e riqualificazione urbana.

Bibliografia:

V. PIRANI, Ancona dentro le mura, Ancona,1979, pp. 158 – 161;

M. POLVERARI, Ancona Pontificia, 1994, pp. 322 – 344 ed ivi bibliografia;

V. PIRANI, Le chiese di Ancona, Ancona, 1998, pp. 57 -59 e ivi bibliografia.

S. SEBASTIANI, Città antiche in Italia. Ancona, Roma, 2004.

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