Italia Nostra

No al motodromo di Fermo!

17 Luglio 2010

Il Presidente di Italia Nostra Fermo il proprio NO all’impianto
Il MOTODROMO non aiuta l’occupazione, non promuove il turismo, non crea sviluppo. E l’Associazione darà battaglia


Inventarsi un motodromo per avere maggiore visibilità, compensare la crisi occupazionale del territorio e rilanciare il turismo è vera e propria follia.
La nostra Provincia ha già una visibilità, chiunque arriva gode e apprezza il profumo del mare, l’aria e l’atmosfera dei borghi storici arroccati sulle colline e il fascino della montagna.

Il turismo si crea giornalmente attraverso tranquillità, aria buona, cortesia, buona cucina, ospitalità e accoglienza, prezzi adeguati. Il turista, oggi, non cerca rumori e caos, cerca un paesaggio e un ambiente adatti per trascorrere la vacanza lontano dalla città, vuole disintossicarsi.
E sviluppo, oggi, non significa altro cemento e altro asfalto, vuol dire coniugare le peculiarità e le vocazioni del territorio con la fruibilità dello stesso da parte di residenti e turisti.

Per esporre le motivazioni del NO al Motodromo abbiamo incontrato, con le altre Associazioni ambientaliste del Fermano, i Sindaci di Fermo, Porto S. Giorgio, Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano; la prossima settimana incontreremo il Sindaco di Porto S. Elpidio.
Ringrazio particolarmente il Presidente della Provincia Fabrizio Cesetti, che ha ribadito con determinazione la piena contrarietà alla realizzazione dell’impianto sportivo, e auspico una analoga presa di posizione da parte di altri soggetti del territorio che abbiano la necessaria lungimiranza.

Dagli incontri effettuati con i Sindaci, e da quanto emerso sulla stampa, si è addirittura arrivati a sostenere tesi veramente incredibili: si toglierebbero i centauri dalla strada; con milioni di piante l’impatto acustico ambientale sarebbe minimo; che il motodromo stesso si concilia bene turisticamente con i parchi fluviali esistenti. Non posso credere assolutamente a tutto questo, so già come andrà a finire. Come è avvenuto, anche recentemente, a Imola e a Monza, a suon di carte bollate per l’inquinamento acustico, che danneggia in modo più grave le categorie più deboli.

Nella nostra Regione, come nel resto d’Italia, si debbono migliorare la fruibilità e l’efficienza delle infrastrutture esistenti.
Nella Provincia di Fermo c’è necessità di creare percorsi verdi urbani e verso l’interno, piste ciclopedonali al riparo dal traffico.
In questo modo si potrà dare un aiuto al turismo e all’occupazione, con notevoli benefici per la mobilità, compresa quella dolce, e per la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio, concetti tanto sbandierati dai nostri amministratori in occasione di convegni, ma quasi mai applicati nella pianificazione. In altre parole si predica sempre molto bene, e si razzola spesso male.

Nel nostro territorio esistono già impianti motoristici, il campo cross “Guido Catini” di Grottazzolina, il campo cross “Monterosato” di Fermo e il Kartodromo “Dino Ferrari” della Valdete.
Non consumiamo ancora territorio, valorizziamo e potenziamo le strutture sportive già esistenti per organizzarci prove e competizioni di maggiore rilevanza.

Ribadisco il netto NO al Motodromo di San Marco alle Paludi, una struttura oggi anacronistica. Dobbiamo pensare a spalmare i turisti verso l’interno, aiutando così a “vivere” i territori di alta collina e montani, e affinchè sentano la “Provincia fermana unita”. Dobbiamo destagionalizzare e creare le condizioni per una fruizione adeguata di tutto il territorio ad anziani, diversamente abili e giovani.

Fermo, 17 luglio 2010

Elvezio Serena
Presidente ITALIA NOSTRA
Sezione di Fermo “Valeriano Vallerani”