Italia Nostra

Data: 24 Agosto 2013

Sul recupero della Torre Matteucci a Fermo

Vorrei esprimere il più vivo apprezzamento ai vertici della Cassa di Risparmio di Fermo, il Presidente della Spa ingegner Amedeo Grilli e il Presidente della Fondazione avvocato Alberto Palma con i rispettivi Consigli di Amministrazione, e il direttore generale dott. Alessandro Cohn, per l’intervento di recupero della torre gentilizia “Matteucci”, un monumento simbolo della città e della stessa banca, che ha sede proprio a fianco. Le foto scattate da corso Cefalonia riportano infatti questo legame indissolubile, presente anche nel materiale pubblicitario dell’Istituto di Credito.

Un complimento anche all’impresa AR Alessandrini di Montefortino, che ha eseguito, come sua consuetudine, il delicato intervento a regola d’arte, all’arch. Alberto Mazzoni della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche, e ai consulenti tecnici geom. Paolo Tartufoli e arch. Stefano Viozzi. Grazie a un minuzioso e meticoloso intervento, realizzato utilizzando materiali e tecniche appropriati, oggi la torre, simbolo dell’importanza storica e medievale della città, svetta nuovamente in uno dei suoi punti più caratteristici. E’ stato riconsegnato a fermani e turisti un gioiello che aveva necessità e meritava di essere riportato all’antico splendore. Un monumento per troppo tempo dimenticato, concepito più come centro di una rotatoria che come opera da osservare e fotografare, di notevole valore storico e architettonico. L’unica torre rimasta a “vigilare” Fermo. Importante è anche aver mantenuto l’antica scala in legno e l’aver adottato particolari accorgimenti per l’allontanamento dei volatili. Dalla sommità della torre un panorama singolare: dal mare ai monti, passando per i paesi del Fermano e le stupende colline marchigiane, più i tetti e i vicoli della città.

Colgo l’occasione per evidenziare che un monumento, specialmente se vincolato, non deve essere maltrattato e aggredito dalle auto, altrimenti è vana ogni azione di recupero e valorizzazione. Via quindi subito il posto auto a fianco della torre, che non consente addirittura neanche la lettura della nuova targa indicativa del Museo Diffuso del Fermano. E via anche le auto e gli scooters da tutta la via Don Ernesto Ricci, che spesso provocano disagi e pericoli ai pedoni e agli stessi automobilisti in transito. Ma via tutte le auto e gli scooters anche nel tratto di Corso Cefalonia,  dalla torre fino al passaggio pedonale per piazzale Michelangelo (davanti al palazzo Vitali Rosati, al Portale del Monte di Pietà, alle chiese del Carmine e della Pietà). E anche largo “Matteucci”, sotto la torre, con la bella fontana, andrebbe lasciato libero dalle auto. Sono solo pochi posti macchina che non risolvono il problema del parcheggio nel centro storico.

Ho apprezzato molto, infine, la sistemazione del vicino giardinetto della Cassa di Risparmio e la verniciatura della stupenda cancellata. Anche qui: possiamo togliere quei due posti auto, e gli orrendi cassonetti dei rifiuti, per rendere visibile (e forse accessibile) il bellissimo spazio verde, che potrebbe essere anche illuminato.

Possiamo lasciare qualche spazio ai pedoni? Possiamo fare a meno di occupare e oscurare alcuni caratteristici e invidiati angoli di Fermo con le auto? O è chiedere troppo? Per i residenti della zona prevederei la concessione di qualche posto auto in via Ognissanti e in Largo Ciferri. Concludo con la proposta di migliorare l’arredo urbano attorno alla torre “Matteucci” studiando una nuova segnaletica, evitando “ripetizioni” e la copertura del bugnato del prestigioso palazzo Vitali-Rosati.

Elvezio Serena

Presidente Italia Nostra sezione “V. Vallerani” di Fermo

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