Italia Nostra

Data: 15 Aprile 2020

Metapulia: Italia Nostra Sud Salento invia una nota urgente al Presidente della Provincia di Lecce

In merito alla Procedura coordinata  AIA/VIA dell’impianto di trattamento dei rifiuti speciali presentato dalla Società “Metapulia srl” e da realizzarsi nell’area Industriale di Lecce-Surbo, l’Associazione Italia Nostra – Sezione Sud Salento, ha inviato una nota urgente all’indirizzo del Presidente della Provincia di Lecce, del Dirigente Servizio Tutela e Valorizzazione ambientale, nonche’ ai sindaci dei luoghi interessati dal progetto e ai dirigenti dell’ARPA e della ASL, individuando punti di criticità nel provvedimento di diniego del 30 marzo 2020 espresso con Determinazione Dirigenziale prot. n. 379 del 30.03.2020. In particolar modo, l’associazione ha rilevato una contraddizione di metodo e di trasparenza poiche’ le proprie osservazioni non sono state prese in considerazione. In secondo luogo, si ravvedono ancora grandi difformità progettuali tra gli elaborati, elemento questo segnalato già un anno fa e anche all’interno delle osservazioni. In terza istanza, Italia Nostra ha evidenziato che nell’impianto non è previsto solo il trattamento di FORSU, riveniente da raccolta differenziata, tramite digestione anaerobica per la produzione di bio-metano e di compost ma anche una varietà eterogenea di rifiuti speciali, anche industriali, e – pertanto – il materiale in uscita non potrà  definirsi “compost” e l’impianto stesso non può risultare funzionale ed integrato nella filiera dei rifiuti regionali in quanto risulterà aperto a ricevere rifiuti speciali anche da altre regioni. La proposta della Società MetApulia presenta una grave difformità rispetto agli indirizzi ed agli obiettivi individuati ella Regione Puglia nel Piano Regionale Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU, febbraio 2013, in corso di revisione) incentrati sul completamento “circolare” della filiera nella gestione dei rifiuti nonché sulla “autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani …. in ambiti territoriali ottimali” e  “ridurre i movimenti dei rifiuti ”, tenendo conto del contesto geografico e della specificità degli impianti.

“A parere dell’associazione – spiega Marcello Seclì, Presidente della Sezione Sud Salento – risulta assolutamente carente e inadeguata la conclusione riportata nella succitata Determinazione, per cui, pur sussistendo vari motivi per un netto diniego  in cui si afferma che “la Conferenza dei Servizi non ha, in definitiva, avuto modo di accertare la compatibilità dell’impianto proposto ai principi stabiliti dall’art. 177 comma 4, del D.Lgs. 152/06, di una gestione dei rifiuti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza pregiudizio per l’ambiente”. Così come appare incomprensibile che Arpa- Puglia risulti assente in una fase cruciale della Conferenza dei Servizi (seduta del 19.02.2020) e che – a quanto riportato nella Determinazione in oggetto – “pur avendone ruolo e risorse strumentali, non si esprime, come invece dovrebbe, in merito alla possibilità di derogare alle distanze minime da centri abitati e da siti sensibili, fissate per i criteri localizzativi degli impianti di compostaggio dal vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani”. Pertanto la conclusione adottata del Provvedimento in questione non risulta condivisibile sotto diversi profili: da un lato, perché mostra una preoccupante mancanza di coordinamento e di sinergia tra enti pubblici deputati alla tutela della salute collettiva, dall’altro perché – a ben vedere – non spetta esclusivamente ad Arpa (che appare come unica responsabile nel dispositivo della Provincia) la valutazione in deroga della distanza minima dell’impianto dai centri abitati, sulla base di un preventivo studio di approfondimento sull’impatto odorigeno e di cui – peraltro – non troviamo traccia nella documentazione in nostro possesso. Questa Associazione dubita fortemente che tali carenze, improprietà e incongruenze possano reggere di fronte al giudice amministrativo, che dovrebbe accettare, pur dopo una lunga ed articolata istruttoria cui è stato sottoposto il progetto, un diniego finale senza solide basi tecnico-amministrative e che – sostanzialmente – è stato espresso sulla base di un generico “principio generale di precauzione”. Per i motivi suddetti – conclude Seclì – la scrivente Associazione chiede a tutti gli Enti di emettere idonei provvedimenti cautelativi atti a sanare le lacune e le criticità segnalate, anche ricorrendo al regime di autotutela, in modo da poter resistere ad eventuale impugnazione del provvedimento, di predisporre atti di costituzione che argomentino la validità del diniego in modo ben più solido ed organico di quanto sia stato espresso nella relativa Determinazione, di resistere di fronte al TAR, nel caso della presentazione di ricorso da parte di Metapulia, a sostegno del diniego espresso.”. L’associazione si riserva comunque di poter effettuare azioni presso tutte le sedi competenti a difesa della incolumità e salute della cittadinanza.

per approfondimenti, ecco la nota in pdf inviata dalla sezione Sud Salento:

IN-richiestaAdozioneProvvedmentoMetapuliaLecce-07042020

per approfondimenti legati invece alle pregresse segnalazioni effettuate dalla sezione Sud Salento:

https://www.italianostra.org/impianto-metapulia-le-osservazioni-di-italia-nostra-sud-salento/

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