Appello di Italia Nostra Campobasso per salvare il soffitto ligneo nell’ex convento di San Francesco ad Agnone. La segnalazione della sezione nella Lista Rossa (cliccare qui per leggerla) è stata ampiamente ripresa dagli organi di stampa data l’importanza rivestita dal ciclo pittorico che decora una delle stanze del convento, quarto ed ultimo elemento di un ambito unitario restaurato nelle altre componenti. Si tratta di soffitti, che per l’ampiezza del ciclo e ricchezza iconografica costituiscono l’unica, eccezionale e inedita testimonianza iconografica alchemica francescana, un originale e spettacolare documento giunto fino a noi.
Il Prof. Mino Gabriele dell’Università di Udine, che ha condotto approfonditi studi sul ciclo pittorico dei soffitti lignei del Convento, in un suo saggio dal titolo “IL DRAGO CHE NON MUORE MAI” – Il ciclo alchemico dei soffitti lignei dipinti del convento di San Francesco ad Agnone- scrive:
“Basta salire le scale al primo piano del Convento di San Francesco ad Agnone, oggi sede della Biblioteca Comunale, per rimanere affascinati da quattro controsoffitti lignei della seconda metà del XVIII secolo dipinti a tempera con sorprendenti ed enigmatiche scene: ornano altrettante sale e, una dopo l’altra, mostrano l’immortale dragone che si rivela sotto vari aspetti: avvolge tra le spire una fanciulla nuda, si morde la coda attorno a un albero, viene impugnato come una lancia in resta da una regina, è innalzato trionfalmente dalla stessa sovrana. Il mostruoso serpe cifra ogni scena, narrata dalla mano di un abile illustratore, ponendo non pochi problemi interpretativi sulla sua presenza presso i Frati Minori e sul senso e l’origine di così singolare sequenza simbolica. I quattro plafonds istoriati, è bene sottolinearlo, costituiscono l’unica, eccezionale e inedita testimonianza di iconografia alchemica francescana giunta fino a noi.”
“Nei primi anni del 2000 – precisa la sezione – tre dei quattro soffitti dipinti, che costituiscono il ciclo alchemico, sono stati restaurati, preservandoli dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto, che è stato riparato. Il 4° soffitto non è stato interessato dai lavori di restauro per esaurimento dei fondi ed i dipinti si mostrano in uno stato di avanzato deterioramento per la presenza di macchie di umidità. Se ancora trascurati, rischiano di scomparire definitivamente, per cui è necessario intervenire il più presto possibile.”
Attualmente la struttura è sede della Biblioteca comunale e della Biblioteca “B. Labanca” dal nome del suo fondatore nel 1911, insigne filosofo agnonese; in essa sono conservati volumi rarissimi come un’antica copia dell’Opera Omnia di Platone; inoltre, nell’ex refettorio è ospitata la sala del Consiglio comunale.
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